Giusto.

    Licenziamento sotto i 15 dipendenti: reintegro e indennizzo

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo

    Avvocato 1Avvocato 2Avvocato 3Avvocato 4

    Affrontare un licenziamento può essere un momento di grande incertezza, specialmente quando si lavora in una piccola impresa. Le regole cambiano a seconda delle dimensioni dell'azienda e in questo articolo troverai informazioni chiare sulle tutele previste, dal reintegro all'indennizzo economico, per chi lavora in realtà con meno di 15 dipendenti.

    Per affrontare questa situazione con la giusta preparazione e senza commettere errori, ti invitiamo a compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti nelle piccole aziende.

    In un'azienda con meno di 15 dipendenti è previsto il reintegro?

    Generalmente, nelle aziende che non raggiungono la soglia dimensionale dei 15 dipendenti, la legge non prevede la reintegrazione nel posto di lavoro come tutela principale in caso di licenziamento giudicato illegittimo.

    A differenza di quanto accade nelle imprese più grandi, la protezione per il lavoratore è prevalentemente di natura economica.

    Qual è l'indennizzo per licenziamento illegittimo sotto i 15 dipendenti?

    Se il licenziamento viene dichiarato illegittimo, il lavoratore ha diritto a ricevere un'indennità economica.

    L'importo di questa indennità è stabilito dalla legge e varia da un minimo di 3 a un massimo di 18 mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR.

    Cosa prevede la legge per il licenziamento nelle piccole imprese?

    Anche nelle aziende con meno di 15 dipendenti, il licenziamento deve rispettare requisiti precisi per essere valido. In particolare, sono fondamentali la forma e la motivazione.

    • Forma scritta obbligatoria: il licenziamento deve essere sempre comunicato al lavoratore per iscritto. Una comunicazione solo verbale è considerata inefficace.
    • Motivazione chiara: la lettera di licenziamento deve contenere una motivazione specifica, che può rientrare in due categorie principali: la giusta causa o il giustificato motivo.

    La giusta causa si verifica in presenza di comportamenti del lavoratore talmente gravi da non consentire la prosecuzione del rapporto, neanche temporaneamente.

    Il giustificato motivo, invece, può essere soggettivo - per inadempienze meno gravi del lavoratore - oppure oggettivo - per ragioni che riguardano l'attività produttiva o l'organizzazione del lavoro.

    Si ha diritto alla NASpI dopo un licenziamento in un'azienda piccola?

    Sì, il diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI non è legato alle dimensioni dell'azienda da cui si è stati licenziati.

    L'accesso alla NASpI dipende esclusivamente dal possesso dei requisiti contributivi e lavorativi previsti dalla normativa e gestiti dall'INPS, oltre che dallo stato di disoccupazione involontaria.

    Hai ancora dubbi sul licenziamento in aziende con meno di 15 dipendenti?

    Se desideri comprendere meglio la tua posizione e valutare le opzioni a tua disposizione, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di licenziamento per le piccole imprese.

    Parla con un avvocato

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo

    Avvocato 1Avvocato 2Avvocato 3Avvocato 4