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    Licenziamento collettivo e NASpI: regole 2026 e importi

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    Affrontare un licenziamento collettivo è un momento complesso, pieno di incertezze sul proprio futuro lavorativo e sulle tutele economiche a cui si ha diritto. Se ti trovi in questa situazione, è fondamentale conoscere le normative che regolano l'accesso all'indennità di disoccupazione. In questo articolo troverai informazioni chiare e aggiornate sulle regole che legano il licenziamento collettivo alla NASpI, con un focus specifico sugli importi e le normative previste per il 2026. Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti collettivi e accesso alla NASpI.

    Il licenziamento collettivo dà sempre diritto alla NASpI?

    Sì, i lavoratori coinvolti in una procedura di licenziamento collettivo hanno diritto a percepire la NASpI, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego.

    Questo avviene perché la perdita del lavoro è considerata involontaria, uno dei requisiti fondamentali per accedere all'indennità di disoccupazione.

    Il diritto si conserva anche quando la risoluzione del rapporto avviene tramite un accordo collettivo aziendale, spesso accompagnato da un incentivo all'esodo, poiché l'adesione del lavoratore all'accordo è comunque riconducibile alla procedura di licenziamento avviata dal datore di lavoro.

    Quali sono le regole e gli importi della NASpI previsti per il 2026?

    Per l'anno 2026, l'importo massimo mensile dell'indennità NASpI è stato fissato a 1.584,70 euro.

    L'importo effettivo percepito dal lavoratore dipende dalla sua retribuzione media degli ultimi quattro anni, ma non potrà mai superare tale soglia. La durata dell'indennità è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, per un massimo di 24 mesi.

    Cosa comporta per l'azienda un licenziamento collettivo nel 2026?

    Ogni interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato comporta per il datore di lavoro il versamento di un contributo all'INPS, noto come ticket di licenziamento.

    Questo contributo è pari al 41% del massimale mensile NASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale del lavoratore negli ultimi tre anni.

    Per il 2026, il valore del ticket è di circa 649,73 euro per ogni anno di lavoro.

    L'importo massimo che l'azienda può essere tenuta a pagare per un singolo lavoratore è di 1.949,19 euro, corrispondente a tre anni di anzianità.

    Cosa spetta al lavoratore oltre alla NASpI?

    Oltre all'indennità di disoccupazione NASpI, nel contesto di un licenziamento collettivo è frequente che vengano negoziati accordi sindacali.

    Questi accordi possono prevedere un incentivo all'esodo, una somma di denaro offerta al lavoratore che accetta di risolvere il rapporto di lavoro in modo consensuale per agevolare la procedura.

    L'importo e le modalità di erogazione di questa buonuscita non sono fissi per legge, ma dipendono esclusivamente da quanto stabilito in sede di contrattazione tra l'azienda e le rappresentanze sindacali.

    Cosa succede se il licenziamento avviene senza accordo sindacale?

    La legge prevede delle sanzioni per le aziende che procedono con un licenziamento collettivo senza aver raggiunto un accordo con i sindacati.

    In queste specifiche circostanze, l'importo del ticket di licenziamento che l'azienda deve versare all'INPS può essere aumentato in modo significativo.

    Il contributo può essere raddoppiato o addirittura triplicato, arrivando a corrispondere all'82% o più del massimale NASpI per ogni anno di anzianità del lavoratore.

    Quali sono i requisiti per accedere alla NASpI?

    Per ottenere la NASpI a seguito di un licenziamento collettivo, il lavoratore deve comunque rispettare i requisiti generali previsti dalla normativa. I principali sono:

    • Aver perso il lavoro in modo involontario, come nel caso del licenziamento collettivo.
    • Soddisfare i requisiti contributivi richiesti dalla normativa INPS, che prevedono un numero minimo di settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti la disoccupazione.
    • Presentare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro - DID - e stipulare un patto di servizio personalizzato presso il centro per l'impiego.

    Hai ancora dubbi su licenziamento collettivo e NASpI?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica e comprendere a fondo tutti i passaggi per tutelare i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di licenziamento collettivo e nelle pratiche per l'ottenimento della NASpI.

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