Giusto.

    Licenziamento concordato preventivo: diritti e naspi

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    Affrontare un licenziamento durante un concordato preventivo aziendale può generare incertezza e preoccupazione. Si tratta di una situazione complessa, in cui le normali procedure di interruzione del rapporto di lavoro si intrecciano con le regole delle procedure concorsuali. In questo articolo troverai informazioni chiare sui tuoi diritti, sul funzionamento della procedura e sull'accesso all'indennità di disoccupazione NASpI.

    Per affrontare la situazione con sicurezza ed evitare errori, ti invitiamo a compilare il modulo presente in cima a questa pagina per ricevere una consulenza gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate al licenziamento in concordato preventivo.

    Cosa succede ai dipendenti in caso di concordato?

    Quando un'azienda entra in concordato preventivo, sta attraversando una crisi che mira a risolvere per continuare l'attività o per liquidarla in modo ordinato.

    In questa fase, i licenziamenti per esubero strutturale - ovvero per motivi legati all'organizzazione del lavoro e non alla condotta del dipendente - sono possibili.

    Tuttavia, questi licenziamenti devono seguire procedure molto rigorose, che spesso coinvolgono le organizzazioni sindacali in una fase di esame congiunto per trovare le soluzioni meno traumatiche per i lavoratori.

    Cosa comporta il licenziamento concordato?

    Il licenziamento concordato, più correttamente definito risoluzione consensuale, è un accordo tra l'azienda e il lavoratore per porre fine al rapporto di lavoro.

    Questa strada viene spesso percorsa durante il concordato preventivo per gestire la riduzione del personale in modo più rapido e meno conflittuale rispetto alle complesse procedure di licenziamento collettivo.

    L'accordo comporta principalmente tre effetti:

    • La definizione di una data certa per la cessazione del rapporto di lavoro.
    • Il riconoscimento di un incentivo economico, spesso chiamato incentivo all'esodo o buonuscita.
    • La possibilità per il lavoratore di accedere all'indennità di disoccupazione NASpI, a patto che l'accordo venga formalizzato nelle sedi corrette.

    Come funziona la buonuscita nel licenziamento concordato?

    La buonuscita, o incentivo all'esodo, è una somma di denaro che l'azienda offre al dipendente per accettare la risoluzione consensuale del rapporto.

    L'importo non è fissato dalla legge, ma è il risultato di una negoziazione tra le parti, spesso con l'assistenza dei sindacati.

    Il calcolo delle mensilità offerte dipende da diversi fattori, tra cui:

    • L'anzianità di servizio del dipendente.
    • La situazione economica dell'azienda in concordato.
    • Gli accordi collettivi applicati.
    • La forza contrattuale delle parti durante la trattativa.

    Non esiste quindi una risposta unica alla domanda su "quante mensilità" spettino, poiché ogni caso viene valutato singolarmente.

    Si ha diritto alla NASpI con un licenziamento concordato?

    Sì, il lavoratore ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI anche in caso di risoluzione consensuale avvenuta nell'ambito di una procedura di conciliazione.

    È un punto fondamentale. Per garantire l'accesso alla NASpI, l'accordo non può essere una semplice scrittura privata tra azienda e dipendente.

    Deve essere formalizzato e sottoscritto in una cosiddetta "sede protetta", come la commissione di conciliazione presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro o in sede sindacale. Questo passaggio garantisce che la volontà del lavoratore non sia stata viziata e certifica lo stato di disoccupazione involontaria, requisito essenziale per l'indennità INPS.

    Quali sono le tempistiche per il licenziamento concordato?

    Le tempistiche non sono fisse e possono variare in modo significativo.

    Dipendono dalla complessità della situazione aziendale, dal numero di dipendenti coinvolti e dalla durata delle trattative con le organizzazioni sindacali.

    Generalmente, il processo inizia con l'avvio della procedura di riduzione del personale da parte dell'azienda, seguita dalla fase di esame congiunto e, infine, dalla stipula degli accordi individuali di risoluzione consensuale.

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