Se stai valutando una risoluzione consensuale del tuo rapporto di lavoro, è normale avere molti dubbi, specialmente riguardo all'aspetto economico e al diritto alla disoccupazione. In questo articolo troverai risposte chiare su quante mensilità di incentivo all'esodo potresti ottenere e su come funziona l'accesso alla NASpI.
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Quante mensilità si possono ottenere con un licenziamento concordato?
Non esiste un numero fisso di mensilità stabilito per legge per un licenziamento concordato, noto anche come risoluzione consensuale incentivata.
L'importo, chiamato incentivo all'esodo, è il risultato di una trattativa privata tra te e il tuo datore di lavoro.
Generalmente, l'offerta può variare da un minimo di 3 fino a superare le 12 o 24 mensilità della tua retribuzione netta. L'ammontare dipende da diversi fattori, tra cui:
- La tua anzianità di servizio in azienda.
- Il ruolo e la qualifica che ricopri.
- La dimensione dell'impresa - le aziende con meno di 15 dipendenti potrebbero offrire indennità inferiori, partendo da circa 1,5 mensilità.
- La forza contrattuale delle parti e il contesto specifico della negoziazione.
Cosa prevede esattamente un licenziamento concordato?
Il licenziamento concordato non è un licenziamento vero e proprio, ma un accordo con cui lavoratore e datore di lavoro decidono insieme di porre fine al rapporto di lavoro.
A differenza di un licenziamento unilaterale, qui la volontà è di entrambe le parti.
L'accordo prevede quasi sempre il pagamento di una somma di denaro da parte dell'azienda, l'incentivo all'esodo, a fronte della tua accettazione di terminare il contratto. Questo percorso serve spesso a prevenire future controversie legali.
Per essere valido, l'accordo deve essere formalizzato in una "sede protetta", come l'Ispettorato Territoriale del Lavoro o un'organizzazione sindacale, per garantire la tua piena consapevolezza e libertà di scelta.
La risoluzione consensuale dà sempre diritto alla NASpI?
La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dà diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI erogata dall'INPS, ma solo a determinate condizioni.
Lo stato di disoccupazione deve essere involontario.
L'accesso alla NASpI è garantito quando l'accordo di risoluzione consensuale avviene:
- Nell'ambito della procedura di conciliazione preventiva obbligatoria presso l'Ispettorato del Lavoro.
- A seguito del rifiuto del lavoratore al trasferimento presso un'altra sede della stessa azienda distante più di 50 km dalla residenza o raggiungibile in oltre 80 minuti con i mezzi pubblici.
- All'interno di accordi collettivi aziendali che prevedono un incentivo all'esodo.
È fondamentale che l'accordo sia strutturato nel modo corretto per non perdere questo diritto.
Le mensilità sono diverse da quelle di un licenziamento illegittimo?
Sì, i due importi hanno nature completamente diverse.
Nell'accordo consensuale, le mensilità sono frutto di una libera negoziazione e rappresentano un incentivo per convincerti a lasciare il lavoro.
In caso di licenziamento giudicato illegittimo da un giudice, invece, l'indennità che ti spetta è una forma di risarcimento del danno, il cui importo è stabilito dalla legge - ad esempio secondo la disciplina del contratto a tutele crescenti - e non da una trattativa.
Cosa significa l'indennità fino a 36 mensilità?
Un'indennità di 36 mensilità rappresenta il tetto massimo di risarcimento previsto dalla normativa del Jobs Act per i casi di licenziamento illegittimo nelle aziende con più di 15 dipendenti.
Sebbene sia un parametro legale per le cause di lavoro, questo valore può talvolta essere usato come punto di riferimento nelle negoziazioni di risoluzioni consensuali di alto livello, specialmente per figure dirigenziali o con un'elevata anzianità di servizio.
Non è un importo standard, ma rappresenta l'estremo superiore in contesti molto specifici.
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