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    Licenziamento giusta causa e NASpI 2025: cosa cambia

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    Essere licenziati per giusta causa è un evento complesso, che solleva molti dubbi sul proprio futuro e sui propri diritti, in particolare riguardo all'indennità di disoccupazione NASpI. In questo articolo troverai risposte chiare e aggiornate sulle regole per il 2025, spiegando chi ha diritto alla NASpI dopo un licenziamento per giusta causa e quali sono le novità normative introdotte.

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    Quando si viene licenziati per giusta causa si ha diritto alla NASpI?

    Sì, il licenziamento per giusta causa dà diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Questo avviene perché, secondo la normativa, il licenziamento per giusta causa è considerato una perdita involontaria dell'occupazione. Non è il lavoratore a scegliere di interrompere il rapporto, ma è il datore di lavoro a prendere questa decisione, seppure a fronte di una grave mancanza del dipendente.

    Per poter accedere alla NASpI, è necessario soddisfare il requisito contributivo: aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione. La domanda deve essere presentata all'INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

    Cosa cambia con la NASpI nel 2025?

    A partire dal 1° gennaio 2025 entrerà in vigore una modifica importante, pensata per contrastare comportamenti elusivi.

    La novità riguarda i lavoratori che, dopo aver dato le dimissioni o aver firmato una risoluzione consensuale, trovano un nuovo impiego dal quale vengono poi licenziati per giusta causa. In questo scenario specifico, per ottenere la NASpI sarà necessario aver accumulato almeno 13 settimane di contributi proprio durante il nuovo e più recente rapporto di lavoro.

    Questa stretta mira a evitare che si utilizzino brevi periodi di lavoro per accedere all'indennità di disoccupazione dopo un'interruzione volontaria del precedente impiego.

    Chi si licenzia ha diritto alla NASpI nel 2025?

    In linea generale, chi si dimette volontariamente non ha diritto alla NASpI, perché l'interruzione del rapporto di lavoro è una scelta del lavoratore e non una perdita involontaria.

    Esiste però un'eccezione fondamentale: le dimissioni per giusta causa. In questo caso, è il lavoratore a interrompere il rapporto a causa di un grave inadempimento del datore di lavoro. Trattandosi di una scelta non libera ma indotta da una situazione insostenibile, le dimissioni per giusta causa sono equiparate a una perdita involontaria del lavoro e danno quindi diritto alla NASpI.

    Cosa succede se un dipendente si licenzia per giusta causa?

    Quando un dipendente si licenzia per giusta causa, significa che sta terminando il rapporto di lavoro a causa di una grave violazione degli obblighi contrattuali da parte dell'azienda.

    Alcuni esempi che possono giustificare le dimissioni per giusta causa includono:

    • Il mancato o ritardato pagamento della retribuzione.
    • Comportamenti riconducibili al mobbing.
    • Molestie sessuali sul luogo di lavoro.
    • Il peggioramento ingiustificato delle mansioni.

    In queste situazioni, il lavoratore non solo può interrompere il rapporto senza preavviso, ma ha anche il diritto di richiedere e ottenere l'indennità di disoccupazione NASpI, a patto di possedere i requisiti contributivi richiesti.

    Quanto si prende di NASpI con uno stipendio di 1.500 euro?

    L'importo della NASpI non è un valore fisso, ma viene calcolato in base alla retribuzione imponibile media degli ultimi quattro anni. L'indennità corrisponde al 75% di tale media, ma solo se quest'ultima non supera un determinato importo stabilito annualmente dall'INPS.

    Per il 2025, l'importo massimo mensile dell'indennità NASpI è stato fissato a 1.562,82 euro. Pertanto, un lavoratore con uno stipendio di 1.500 euro percepirà un'indennità calcolata sulla base della sua retribuzione media, senza superare il tetto massimo previsto.

    Quali sono le novità per la NASpI a luglio 2025?

    Al momento, le principali novità comunicate per la NASpI riguardano le modifiche che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2025, come descritto in precedenza.

    Non sono state annunciate, ad oggi, specifiche riforme o cambiamenti con decorrenza da luglio 2025. Le regole di base e i requisiti, al netto della stretta sui nuovi contratti, dovrebbero rimanere invariati.

    Hai ancora dubbi sul licenziamento per giusta causa e la NASpI?

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