Giusto.

    Licenziamento per giusta causa e NASpI: quando spetta?

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    Subire un licenziamento per giusta causa è un’esperienza complessa, che genera incertezza non solo sul futuro professionale, ma anche sul diritto a un sostegno economico. Se stai affrontando questa situazione, è normale avere dubbi su cosa ti spetta e come muoverti. In questo articolo troverai risposte chiare basate sui requisiti di legge, per capire se e quando hai diritto all'indennità di disoccupazione NASpI.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di licenziamento e accesso alla NASpI.

    Chi viene licenziato per giusta causa ha diritto alla disoccupazione?

    Sì, il lavoratore che subisce un licenziamento per giusta causa ha diritto a percepire la NASpI - acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego.

    La legge, infatti, considera questa situazione come una perdita involontaria del posto di lavoro. Anche se il licenziamento deriva da un grave inadempimento disciplinare del dipendente, non è lui a scegliere di interrompere il rapporto, ma è il datore di lavoro a prendere la decisione.

    Per questo motivo, la natura disciplinare del licenziamento non fa venir meno il diritto al sostegno al reddito previsto dall'INPS.

    Cosa mi spetta se mi licenziano per giusta causa?

    Se vieni licenziato per giusta causa, ti spetta l’indennità di disoccupazione NASpI, a patto di rispettare alcuni requisiti fondamentali e di seguire la corretta procedura.

    I requisiti principali per accedere alla NASpI sono:

    • Trovarsi in uno stato di disoccupazione involontaria.
    • Aver accumulato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.

    La domanda deve essere presentata all’INPS per via telematica entro il termine di 68 giorni dalla data di licenziamento.

    È importante notare che, nel caso specifico di licenziamento per giusta causa, la NASpI non inizia a decorrere subito. L'erogazione dell'indennità comincia dal trentesimo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

    Quali licenziamenti non danno diritto alla NASpI?

    Il diritto alla NASpI viene meno quando la perdita del lavoro è frutto di una scelta volontaria del lavoratore e non di una decisione del datore di lavoro o di circostanze esterne.

    I casi principali che escludono l'accesso alla disoccupazione sono:

    • Le dimissioni volontarie, quando non sono motivate da una giusta causa.
    • La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge.

    Il principio cardine è che la NASpI è una tutela per chi perde il lavoro involontariamente.

    Quali sono le giuste cause per licenziarsi e avere la NASpI?

    Anche il lavoratore può interrompere il rapporto di lavoro e mantenere il diritto alla NASpI, ma solo se le sue dimissioni sono motivate da una "giusta causa".

    Questo accade quando il comportamento del datore di lavoro è talmente grave da non consentire la prosecuzione, neanche temporanea, del rapporto. Le dimissioni per giusta causa sono considerate a tutti gli effetti una perdita involontaria del lavoro.

    Alcuni esempi di giusta causa per le dimissioni includono:

    • Il mancato o ritardato pagamento dello stipendio.
    • Episodi di mobbing o molestie sul luogo di lavoro.
    • Il mancato versamento dei contributi previdenziali.
    • Un demansionamento illegittimo che umilia la professionalità del lavoratore.

    In questi casi, presentando le dimissioni per giusta causa, si ha pieno diritto a richiedere l'indennità di disoccupazione.

    Hai ancora dubbi sul licenziamento per giusta causa e la NASpI?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o capire meglio come procedere, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti per giusta causa e diritto alla NASpI.

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