Giusto.

    Licenziamento per gmo: quando spetta la NASpI e come fare

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    Subire un licenziamento per giustificato motivo oggettivo può generare incertezza, soprattutto riguardo ai propri diritti e alle tutele economiche. In questo articolo, vedremo insieme quando si ha diritto all'indennità di disoccupazione NASpI e quali sono i passi da compiere per ottenerla.

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    Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo dà diritto alla NASpI?

    Sì, la risposta è affermativa.

    Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo - o gmo - è legato a ragioni di natura economica o organizzativa dell'azienda e non a una colpa del lavoratore.

    Proprio per questa ragione, la legge lo considera un caso di disoccupazione involontaria, una condizione che dà pieno diritto a richiedere e ottenere l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Cosa spetta in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo?

    In caso di licenziamento per gmo, al lavoratore spetta la NASpI, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego.

    Si tratta di un'indennità mensile erogata dall'INPS per un periodo massimo di 24 mesi. L'importo corrisponde al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, con un massimale definito annualmente dalla legge.

    Come si ottiene l'indennità di disoccupazione?

    Per ottenere la NASpI è necessario soddisfare alcuni requisiti e seguire una procedura specifica.

    I requisiti fondamentali richiesti dall'INPS sono:

    • Trovarsi in uno stato di disoccupazione involontaria.
    • Aver accumulato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione.

    La procedura di licenziamento viene avviata dal datore di lavoro, che spesso deve prima tentare una conciliazione obbligatoria presso l'Ispettorato del Lavoro.

    Una volta cessato il rapporto, il lavoratore deve presentare la domanda di NASpI all'INPS in via telematica, rispettando un termine tassativo: la richiesta va inviata entro 68 giorni dalla data di fine del rapporto di lavoro.

    È importante sapere che la NASpI spetta anche in altre situazioni di cessazione involontaria, come il licenziamento durante o al termine del periodo di prova oppure in caso di accettazione di un incentivo all'esodo.

    Quale tipo di licenziamento non dà diritto alla NASpI?

    L'accesso alla NASpI è negato nei casi di disoccupazione volontaria.

    Le situazioni più comuni che non permettono di ricevere l'indennità sono:

    • Le dimissioni volontarie, a meno che non avvengano per giusta causa.
    • La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge.

    Inoltre, il licenziamento per giusta causa, legato a gravi inadempienze del lavoratore, può portare a complesse valutazioni sull'accesso all'indennità.

    Cosa succede se il licenziamento avviene in un periodo protetto?

    Se il licenziamento per giustificato motivo oggettivo viene comunicato durante un periodo protetto - ad esempio durante un'assenza per malattia - la NASpI viene comunque erogata.

    Tuttavia, l'INPS la concede con riserva di restituzione.

    Questo significa che se il lavoratore impugna il licenziamento e un giudice ne dichiara l'illegittimità ordinando la reintegra sul posto di lavoro, le somme percepite a titolo di NASpI dovranno essere restituite.

    Hai ancora dubbi sul licenziamento per gmo e la NASpI?

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