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    Procedura licenziamento gmo: guida completa

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    Affrontare un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, o gmo, può essere una situazione complessa e delicata, sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. In questa guida completa, analizzeremo passo dopo passo la procedura, i requisiti di validità e le tutele previste dalla legge.

    Per affrontare la situazione con sicurezza ed evitare errori procedurali che potrebbero invalidare l'atto, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per richiedere una consulenza gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate al licenziamento.

    Cos'è il licenziamento per giustificato motivo oggettivo?

    Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è un'interruzione del rapporto di lavoro decisa unilateralmente dal datore di lavoro.

    A differenza del licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, la sua ragione non risiede in una mancanza o in un comportamento del dipendente, ma in esigenze oggettive legate all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro o al suo regolare funzionamento.

    Quali sono i requisiti di validità del gmo?

    Perché un licenziamento per gmo sia considerato valido, il datore di lavoro deve dimostrare la sussistenza di tre condizioni fondamentali e contemporanee:

    • Le ragioni oggettive: devono esistere reali e verificabili motivi di natura tecnica, organizzativa o produttiva che rendano necessario il licenziamento. Ad esempio, una crisi aziendale, la cessazione di un appalto o l'automazione di un processo produttivo.
    • La soppressione del posto di lavoro: le ragioni addotte devono aver causato l'effettiva cancellazione della posizione lavorativa ricoperta dal dipendente licenziato. Non è sufficiente una semplice riassegnazione delle mansioni ad altri colleghi.
    • L'impossibilità di ricollocamento - il cosiddetto obbligo di repêchage: il datore di lavoro deve provare di aver fatto tutto il possibile per ricollocare il lavoratore in altre mansioni equivalenti o anche inferiori presenti in azienda, prima di procedere al licenziamento.

    Qual è la procedura corretta da seguire?

    La procedura per intimare un licenziamento per gmo deve rispettare forme e tempistiche precise per essere valida.

    Innanzitutto, la comunicazione del licenziamento deve avvenire obbligatoriamente in forma scritta e deve contenere i motivi specifici che lo hanno determinato. Il lavoratore ha poi diritto a un periodo di preavviso, la cui durata è definita dal contratto collettivo nazionale di riferimento.

    Per le aziende con più di 15 dipendenti e per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 - data di entrata in vigore del Jobs Act -, è prevista una procedura di conciliazione preventiva obbligatoria.

    Questa si svolge presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL - e ha lo scopo di trovare una soluzione condivisa tra le parti per evitare il licenziamento.

    Cosa succede se il licenziamento è illegittimo?

    Se il licenziamento per gmo non rispetta i requisiti di validità o la procedura prevista dalla legge, viene considerato illegittimo.

    In questo caso, il lavoratore ha il diritto di impugnarlo davanti a un giudice.

    Le conseguenze per il datore di lavoro variano a seconda della gravità del vizio, della dimensione aziendale e della data di assunzione del dipendente. Le tutele per il lavoratore possono essere di due tipi:

    • Tutela ripristinatoria: prevede la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, oltre al risarcimento del danno.
    • Tutela indennitaria: consiste nel pagamento di un'indennità economica risarcitoria, il cui importo è calcolato in base a parametri specifici definiti dalla legge.

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