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    Licenziamento per giustificato motivo soggettivo: la procedura

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    Se ti trovi ad affrontare una situazione complessa come un licenziamento, è fondamentale conoscere ogni aspetto della procedura per tutelare i tuoi diritti. In questo articolo analizzeremo in dettaglio tutti i passaggi previsti dalla legge in caso di licenziamento per giustificato motivo soggettivo.

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    Qual è la procedura obbligatoria per un licenziamento per giustificato motivo soggettivo?

    Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo scatta a seguito di un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore. La legge, a tutela del dipendente, impone al datore di lavoro di seguire una procedura disciplinare molto precisa, la cui violazione può rendere il licenziamento inefficace.

    I passaggi obbligatori sono tre:

    1. Contestazione per iscritto: il datore di lavoro deve comunicare al dipendente una lettera di contestazione disciplinare. Questa comunicazione deve essere immediata rispetto al fatto contestato e deve descrivere in modo specifico e dettagliato il comportamento che viene addebitato al lavoratore.

    2. Termine a difesa: una volta ricevuta la contestazione, il lavoratore ha diritto a un periodo di tempo per presentare le proprie giustificazioni. Il termine minimo per legge è di 5 giorni, ma il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - Ccnl - applicato può prevedere un termine più lungo. Le giustificazioni possono essere presentate per iscritto oppure oralmente, con la possibilità di farsi assistere da un rappresentante sindacale.

    3. Intimazione del licenziamento: solo dopo aver ricevuto e valutato le giustificazioni del lavoratore - o dopo che siano trascorsi i 5 giorni senza che il lavoratore si sia difeso - il datore di lavoro può comunicare l'eventuale licenziamento. Anche questa comunicazione deve avvenire per iscritto e deve specificare i motivi che hanno portato alla decisione.

    Quali sono alcuni esempi di giustificato motivo soggettivo?

    Il giustificato motivo soggettivo si riferisce a comportamenti del lavoratore che ledono il rapporto di fiducia con il datore di lavoro, ma senza raggiungere la gravità tale da impedire la prosecuzione, anche temporanea, del rapporto.

    Alcuni esempi comuni includono:

    • Negligenza persistente nell'esecuzione delle mansioni assegnate.
    • Scarso rendimento che si protrae nel tempo e che scende al di sotto degli standard minimi richiesti.
    • Assenze ingiustificate ripetute, che non raggiungono la soglia per il licenziamento per giusta causa.
    • Violazione delle direttive aziendali o del codice disciplinare interno.

    Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo è una giusta causa?

    No, le due fattispecie sono diverse e hanno conseguenze differenti.

    La differenza fondamentale sta nella gravità del comportamento del lavoratore. Il licenziamento per giusta causa è riservato a inadempimenti talmente gravi da non consentire la prosecuzione neanche temporanea del rapporto di lavoro, nemmeno per un giorno. In questo caso il licenziamento è "in tronco", cioè immediato e senza preavviso.

    Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo, invece, riguarda inadempimenti considerati notevoli, ma meno gravi. Per questo motivo, la legge prevede che il lavoratore abbia diritto al periodo di preavviso.

    Cosa spetta al lavoratore licenziato per giustificato motivo soggettivo?

    Dato che non si tratta di un licenziamento per giusta causa, il lavoratore ha sempre diritto al preavviso.

    Questo significa che il rapporto di lavoro continuerà per il periodo di tempo stabilito dal Ccnl di riferimento. In alternativa, se il datore di lavoro preferisce interrompere subito il rapporto, dovrà corrispondere al lavoratore la cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso, ovvero una somma pari alla retribuzione che sarebbe spettata durante quel periodo.

    Il lavoratore licenziato per giustificato motivo soggettivo, inoltre, ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI, se in possesso dei requisiti contributivi e lavorativi richiesti dalla legge.

    Quando decorre il licenziamento per giustificato motivo soggettivo?

    La decorrenza del licenziamento dipende dalla gestione del preavviso.

    Se il preavviso viene lavorato, il rapporto di lavoro cessa ufficialmente al termine dell'ultimo giorno di preavviso.

    Se invece il datore di lavoro decide di pagare l'indennità sostitutiva, il rapporto di lavoro cessa immediatamente alla data di ricezione della lettera di licenziamento.

    Come e quando si può impugnare il licenziamento?

    Se il lavoratore ritiene che il licenziamento sia illegittimo, ingiusto o viziato nella procedura, ha il diritto di impugnarlo.

    L'impugnazione deve avvenire entro un termine di decadenza molto stretto: 60 giorni dalla data in cui si è ricevuta la comunicazione scritta del licenziamento. L'impugnazione può essere fatta con una semplice lettera, anche tramite un sindacato o un avvocato, inviata al datore di lavoro.

    È fondamentale ricordare che il mancato rispetto della procedura disciplinare da parte dell'azienda è uno dei principali motivi che possono rendere il licenziamento inefficace.

    Hai domande sulla procedura di licenziamento per giustificato motivo soggettivo?

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