Giusto.

    Licenziamento illegittimo < 15 dipendenti: quale risarcimento?

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    Ricevere una comunicazione di licenziamento è un evento che genera ansia e incertezza, specialmente quando si lavora in una realtà aziendale di piccole dimensioni. Spesso si crede che nelle imprese con meno di 15 dipendenti ci siano meno tutele, ma non è sempre così.

    Se temi che il tuo licenziamento sia avvenuto senza una motivazione valida e lavori in una piccola azienda, in questo articolo troverai informazioni chiare sui tuoi diritti e sui risarcimenti economici previsti dalla legge.

    Per affrontare la situazione con le giuste certezze e senza commettere errori, ti consigliamo di compilare il modulo presente in cima a questa pagina per ricevere una consulenza gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate al licenziamento nelle piccole imprese.

    Qual è il risarcimento per un licenziamento illegittimo in una piccola azienda?

    Nel caso di licenziamento illegittimo in un'azienda con meno di 15 dipendenti, la tutela prevista per il lavoratore è prevalentemente di natura economica.

    Il datore di lavoro, in caso di condanna, è tenuto a versare al lavoratore un'indennità risarcitoria. L'importo di questa indennità è variabile e viene stabilito dal giudice, ma generalmente si attesta tra un minimo di 2,5 e un massimo di 6 mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR.

    È importante notare che una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 118/2025, ha superato il precedente tetto fisso, dando al giudice un margine di valutazione più ampio per determinare l'importo esatto in base alla gravità del caso.

    Quando un licenziamento si dice illegittimo?

    Un licenziamento è considerato illegittimo quando avviene in assenza di una motivazione valida e riconosciuta dalla legge. Le uniche ragioni che possono giustificare un licenziamento sono:

    • La giusta causa, ovvero una mancanza talmente grave da parte del lavoratore da non consentire la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto di lavoro.
    • Il giustificato motivo soggettivo, legato a un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del lavoratore, ma meno grave della giusta causa.
    • Il giustificato motivo oggettivo, che dipende da ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al suo regolare funzionamento.

    Se il licenziamento viene comunicato senza una di queste motivazioni, o se la motivazione addotta si rivela infondata, il licenziamento è illegittimo.

    Che tutela si applica alle imprese con meno di 15 dipendenti?

    La principale differenza di tutela tra le aziende sopra e sotto la soglia dei 15 dipendenti riguarda le conseguenze del licenziamento illegittimo.

    Nelle aziende più grandi, la reintegrazione nel posto di lavoro è una possibilità concreta. Nelle piccole imprese, invece, la regola generale è la tutela economica, come descritto in precedenza.

    Questo significa che il rapporto di lavoro si considera comunque concluso, ma al lavoratore spetta un risarcimento economico per il danno subito.

    È prevista la reintegra in un'azienda con meno di 15 dipendenti?

    La reintegrazione nel posto di lavoro per le aziende sotto i 15 dipendenti è un'eccezione, non la regola.

    Solitamente non si applica in caso di licenziamento illegittimo per mancanza di giusta causa o giustificato motivo. Tuttavia, la reintegra può essere disposta dal giudice in casi di particolare gravità, come ad esempio:

    • Licenziamento discriminatorio, basato su sesso, razza, religione, opinioni politiche o sindacali.
    • Licenziamento nullo, perché avvenuto in violazione di norme imperative, come nel caso di licenziamento di una lavoratrice madre.
    • Licenziamento comunicato solo verbalmente, senza forma scritta.

    In queste situazioni specifiche, anche nelle piccole imprese il lavoratore ha diritto a essere reintegrato nel suo posto di lavoro.

    Un'azienda con meno di 15 dipendenti può licenziare?

    Sì, un'azienda con meno di 15 dipendenti può licenziare un lavoratore, esattamente come un'azienda di maggiori dimensioni.

    La dimensione aziendale non concede al datore di lavoro la libertà di licenziare senza un motivo valido. La legge richiede sempre la sussistenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

    Ciò che cambia, come abbiamo visto, è la sanzione applicata al datore di lavoro nel caso in cui il licenziamento venga dichiarato illegittimo.

    Cosa fare in caso di licenziamento ritenuto illegittimo?

    Il primo passo, fondamentale e inderogabile, è impugnare il licenziamento.

    Il lavoratore ha un termine perentorio di 60 giorni, che decorrono dalla data di ricezione della lettera di licenziamento, per contestarlo formalmente. L'impugnazione deve essere fatta per iscritto, tramite una comunicazione inviata al datore di lavoro con raccomandata A/R o tramite Posta Elettronica Certificata - PEC.

    Questo è un passaggio cruciale: senza l'impugnazione entro i termini, si perde ogni diritto a far valere l'illegittimità del licenziamento e a ottenere un risarcimento.

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