Giusto.

    Licenziamento illegittimo sotto 15 dipendenti: quanto spetta?

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo

    Avvocato 1Avvocato 2Avvocato 3Avvocato 4

    Subire un licenziamento in un'azienda con meno di 15 dipendenti può generare dubbi e incertezze, soprattutto riguardo al risarcimento economico che potrebbe spettare. In questa guida vedremo insieme quali sono i tuoi diritti e a quanto ammonta l'indennizzo previsto dalla legge in queste specifiche circostanze.

    Per affrontare la situazione con la massima chiarezza e sicurezza, puoi compilare subito il modulo che trovi in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti nelle piccole imprese.

    A quanto ammonta il risarcimento per licenziamento illegittimo sotto i 15 dipendenti?

    Nelle aziende che non raggiungono la soglia dei 15 dipendenti, un licenziamento ritenuto illegittimo perché privo di giusta causa o giustificato motivo non comporta, di norma, la reintegra nel posto di lavoro.

    Il lavoratore ha invece diritto a un risarcimento economico. Secondo gli orientamenti più recenti della giurisprudenza, l'importo di questo indennizzo varia solitamente tra 2,5 e 6 mensilità dell'ultima retribuzione utile per il calcolo del TFR. L'importo esatto viene stabilito dal giudice tenendo conto principalmente dell'anzianità di servizio.

    È utile fare una distinzione in base alla data di assunzione:

    • Lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015: si applicano le norme precedenti al Jobs Act. L'indennità risarcitoria, come detto, è compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 6 mensilità.
    • Lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015: rientrano nel regime del contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs Act. In questo caso, l'indennità è fissata in un importo compreso tra 3 e 6 mensilità.

    Quando un licenziamento viene considerato illegittimo?

    Un licenziamento è considerato illegittimo quando non è supportato da una giusta causa o da un giustificato motivo.

    Oltre alla mancanza di una motivazione valida, il licenziamento può essere ritenuto illegittimo anche per vizi di forma. Ad esempio, la legge richiede che il licenziamento sia sempre comunicato per iscritto.

    Inoltre, se si tratta di un licenziamento disciplinare, il datore di lavoro è tenuto a seguire una specifica procedura di contestazione, dando al lavoratore la possibilità di difendersi. La violazione di queste regole procedurali può rendere il licenziamento illegittimo.

    Quali tutele si applicano al lavoratore in questi casi?

    Per i dipendenti di aziende con meno di 15 dipendenti non si applica la cosiddetta tutela reale, prevista dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che consiste nell'obbligo di reintegra del lavoratore.

    Si applica invece la tutela obbligatoria. Questo significa che il datore di lavoro, pur non essendo obbligato a riammettere il dipendente in azienda, è tenuto per legge a versargli l'indennità risarcitoria di cui abbiamo parlato.

    È possibile essere reintegrati in un'azienda con meno di 15 dipendenti?

    Sì, ma solo in casi eccezionali e di particolare gravità. La reintegra nel posto di lavoro è prevista anche nelle piccole imprese quando il licenziamento risulta:

    • Discriminatorio: basato su sesso, religione, opinioni politiche o altre ragioni discriminatorie.
    • Nullo: intimato per motivi illeciti o in violazione di norme specifiche, come il licenziamento della lavoratrice madre.
    • Intimato in forma orale: comunicato a voce e non per iscritto.

    Solo in queste situazioni il giudice ordina al datore di lavoro di reintegrare il dipendente, oltre a corrispondergli un risarcimento del danno.

    Come e quando bisogna impugnare il licenziamento?

    Per far valere i propri diritti, il lavoratore deve agire tempestivamente. La legge prevede un termine molto stretto: ci sono 60 giorni di tempo dalla data di ricezione della lettera di licenziamento per impugnarlo.

    L'impugnazione avviene tramite una comunicazione scritta, solitamente una lettera inviata tramite un legale o un sindacato, con cui si contesta la validità del licenziamento.

    Si ha diritto alla NASpI dopo il licenziamento?

    Sì, il diritto all'indennità di disoccupazione NASpI è garantito anche ai dipendenti di aziende con meno di 15 dipendenti.

    La percezione della NASpI non dipende dalla dimensione dell'azienda né dall'eventuale illegittimità del licenziamento, ma dal fatto che la perdita del lavoro sia involontaria e dal possesso degli altri requisiti contributivi e lavorativi richiesti dall'INPS.

    Hai ancora dubbi sul licenziamento in un'azienda con meno di 15 dipendenti?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica e capire quali passi compiere per tutelare i tuoi interessi, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di licenziamento per aziende con meno di 15 dipendenti.

    Parla con un avvocato

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo

    Avvocato 1Avvocato 2Avvocato 3Avvocato 4