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    Licenziamento assenza ingiustificata e naspi: nuove regole

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    L'assenza ingiustificata dal lavoro è una situazione complessa, che può portare al licenziamento e sollevare dubbi importanti, soprattutto riguardo al diritto alla NASpI. Se ti trovi in questa condizione o stai valutando le tue opzioni, è fondamentale conoscere le normative attuali e le nuove regole previste, per evitare passi falsi.

    In questo articolo analizzeremo nel dettaglio il legame tra licenziamento per assenza ingiustificata e l'accesso all'indennità di disoccupazione.

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    Cosa succede se si viene licenziati per assenza ingiustificata?

    Il licenziamento per assenza ingiustificata è una delle forme più comuni di licenziamento disciplinare. Si verifica quando un dipendente si assenta dal lavoro senza fornire una valida giustificazione, violando gli obblighi contrattuali.

    Il datore di lavoro, prima di procedere, deve avviare un procedimento disciplinare formale, che include la contestazione scritta dell'assenza e la possibilità per il lavoratore di presentare le proprie difese.

    Se le giustificazioni non vengono fornite o non sono ritenute valide, l'azienda può procedere con il licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo.

    La conseguenza principale è l'interruzione immediata del rapporto di lavoro. Tuttavia, una delle domande più frequenti riguarda l'accesso all'indennità di disoccupazione, la NASpI.

    Quali licenziamenti non danno diritto alla NASpI?

    La regola generale è che la NASpI spetta a chi perde il lavoro involontariamente. Il licenziamento per assenza ingiustificata, essendo un atto unilaterale del datore di lavoro, rientra in questa categoria e, di norma, dà diritto alla prestazione.

    Tuttavia, esistono situazioni in cui il diritto alla NASpI viene meno. I casi principali sono:

    • Dimissioni volontarie, a meno che non siano per giusta causa.
    • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge.
    • Comportamenti del lavoratore finalizzati unicamente a ottenere l'indennità di disoccupazione.

    Su quest'ultimo punto, le nuove regole previste per il 2025/2026 introducono una stretta importante. Un'assenza ingiustificata molto prolungata - ad esempio, oltre i 15 giorni - potrebbe essere interpretata dall'INPS non più come un presupposto per un licenziamento, ma come una manifestazione di volontà di dimettersi.

    In questi casi, l'assenza verrebbe equiparata a dimissioni volontarie, con la conseguente perdita del diritto alla NASpI.

    Quali sono le giuste cause per licenziarsi e prendere la NASpI?

    Un lavoratore può decidere di interrompere il rapporto di lavoro e mantenere comunque il diritto alla disoccupazione solo in caso di dimissioni per giusta causa.

    Questa situazione si verifica quando il datore di lavoro compie una violazione talmente grave da non consentire la prosecuzione, neanche temporanea, del rapporto.

    Alcuni esempi includono:

    • Mancato o ritardato pagamento della retribuzione.
    • Molestie sessuali sul luogo di lavoro.
    • Comportamenti riconducibili al mobbing.
    • Modifiche peggiorative delle mansioni lavorative.
    • Spostamento della sede di lavoro non giustificato da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.

    Come faccio a licenziarmi e prendere la disoccupazione?

    L'unico modo legittimo per interrompere volontariamente il lavoro e accedere alla NASpI è presentare dimissioni per giusta causa, dimostrando l'esistenza di una delle gravi inadempienze menzionate in precedenza.

    Cercare un "accordo" con il datore di lavoro per farsi licenziare a seguito di un'assenza ingiustificata è una pratica rischiosa.

    Anche se in passato poteva funzionare, le nuove direttive dell'INPS sono sempre più orientate a contrastare questi fenomeni, considerandoli tentativi di aggirare la legge per ottenere indebitamente l'indennità.

    Questa strategia non è sicura e può avere conseguenze economiche negative, come la perdita del diritto alla prestazione.

    Chi sono i furbetti della NASpI?

    Con l'espressione "furbetti della NASpI" ci si riferisce a quei lavoratori che, in accordo o meno con il datore di lavoro, mettono in atto comportamenti - come l'assenza ingiustificata prolungata - con l'unico scopo di farsi licenziare per poter accedere all'indennità di disoccupazione.

    L'INPS ha intensificato i controlli per individuare queste situazioni.

    Qualora venga accertato che il licenziamento è frutto di un accordo fraudolento, l'ente può revocare la prestazione e richiedere la restituzione delle somme già erogate, oltre a possibili sanzioni.

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