Le recenti novità normative, introdotte con il "Collegato Lavoro" e attive dal 2025, hanno modificato in modo sostanziale le conseguenze dell'assenza ingiustificata sul diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI. Se ti trovi in una situazione di incertezza o stai valutando le tue opzioni, in questo articolo troverai un'analisi chiara e dettagliata di cosa prevede la nuova legge, per capire esattamente quando rischi di perdere questo importante sostegno al reddito.
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Quali sono le nuove regole per le assenze ingiustificate dal 2025?
A partire dal 2025, la Legge n. 203/2024 introduce un cambiamento fondamentale.
Un'assenza ingiustificata che si prolunga oltre i 15 giorni consecutivi - o un termine inferiore se previsto dal tuo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, CCNL - non viene più considerata un presupposto per il licenziamento disciplinare da parte dell'azienda.
Al contrario, questa condotta viene legalmente equiparata a una manifestazione di volontà del lavoratore di terminare il rapporto di lavoro, configurandosi quindi come dimissioni volontarie.
Con la nuova legge si perde quindi il diritto alla NASpI?
Sì, la conseguenza diretta di questa nuova interpretazione è la perdita del diritto all'indennità di disoccupazione NASpI.
L'INPS, infatti, eroga la NASpI solo nei casi di perdita involontaria del lavoro, come il licenziamento.
Poiché l'assenza ingiustificata prolungata viene ora considerata una forma di dimissioni volontarie, lo stato di disoccupazione che ne deriva non è più involontario e, di conseguenza, non dà accesso all'indennità.
Esiste un'eccezione per non perdere l'indennità?
L'unica eccezione prevista dalla normativa riguarda le situazioni in cui l'assenza, sebbene non comunicata, sia dipesa da una causa di forza maggiore.
In questo caso, il diritto alla NASpI può essere preservato, a patto che il lavoratore sia in grado di fornire prove documentali che attestino l'impedimento oggettivo e assoluto.
Alcuni esempi potrebbero includere:
- Un grave e improvviso problema di salute che ha impedito qualsiasi forma di comunicazione.
- La necessità di assistere un familiare in condizioni critiche e non prevedibili.
- Eventi naturali o altri impedimenti oggettivi e imprevedibili che hanno reso impossibile recarsi al lavoro o comunicare l'assenza.
Cosa deve fare il datore di lavoro in caso di assenza prolungata?
Con le nuove regole, il datore di lavoro non avvia più una procedura di licenziamento disciplinare.
Trascorsi i 15 giorni di assenza ingiustificata - o il diverso termine previsto dal CCNL - il datore di lavoro si limita a constatare l'avvenuta risoluzione del rapporto di lavoro.
Successivamente, ha l'obbligo di comunicare questa constatazione all'Ispettorato del Lavoro, formalizzando così la cessazione del contratto come se fosse avvenuta per dimissioni del lavoratore.
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