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    Licenziamento per assenza ingiustificata: la naspi 2026

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    L'assenza ingiustificata dal posto di lavoro è una situazione delicata, che a partire dal 2026 introduce novità importanti per l'accesso all'indennità di disoccupazione NASpI. Comprendere le nuove normative è fondamentale per sapere quali sono i propri diritti e le possibili conseguenze delle proprie azioni. In questo articolo, analizzeremo in dettaglio cosa cambia con la normativa del 2026 e come questa influisce sulla possibilità di ricevere la NASpI.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere un quadro chiaro del tuo caso specifico, ti invitiamo a compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare in modo gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate a Licenziamento per assenza ingiustificata NASpI 2026.

    Chi viene licenziato per assenza ingiustificata ha diritto alla NASpI?

    Tradizionalmente, la risposta è affermativa. Il licenziamento, anche se avvenuto per giusta causa come nel caso di un'assenza ingiustificata, rappresenta una perdita involontaria del lavoro. Di conseguenza, il lavoratore licenziato ha generalmente diritto a presentare la domanda per l'indennità di disoccupazione NASpI, a patto di soddisfare i requisiti contributivi e lavorativi richiesti dalla legge.

    Tuttavia, con le modifiche introdotte dal "Collegato Lavoro", in vigore dal 2026, questo principio subisce un'importante eccezione che dipende dalla procedura scelta dal datore di lavoro.

    Quali sono le nuove regole per le assenze ingiustificate dal 2026?

    La principale novità, introdotta dalla Legge 203/2024, riguarda la facoltà del datore di lavoro di interpretare un'assenza prolungata e non motivata come una volontà del dipendente di dimettersi.

    Questo meccanismo, definito "risoluzione per fatti concludenti", può essere attivato quando l'assenza ingiustificata si protrae per un determinato periodo. Il periodo di riferimento è di oltre 15 giorni consecutivi, salvo un termine diverso e specifico previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL applicato.

    Cosa significa risoluzione per fatti concludenti e come funziona?

    Significa che l'assenza prolungata del lavoratore viene considerata un comportamento che manifesta in modo inequivocabile la sua intenzione di abbandonare il posto di lavoro, equiparando di fatto l'assenza a delle dimissioni volontarie.

    La procedura che il datore di lavoro deve seguire è la seguente:

    • Il lavoratore si assenta in modo ingiustificato per il periodo previsto dalla norma o dal CCNL.
    • Il datore di lavoro decide di avvalersi di questa nuova procedura.
    • Il datore invia una comunicazione formale all'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL.
    • Il rapporto di lavoro cessa come se il lavoratore avesse rassegnato le proprie dimissioni.

    In questo caso specifico, essendo la cessazione del rapporto equiparata a dimissioni volontarie, il lavoratore perde il diritto a ricevere l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Quando spetta ancora la NASpI in caso di assenza ingiustificata?

    Nonostante la nuova procedura, il datore di lavoro mantiene la facoltà di scegliere un percorso alternativo. Può infatti decidere di non considerare l'assenza come dimissioni e procedere invece con la via tradizionale del licenziamento disciplinare per giusta causa.

    Se il datore di lavoro sceglie di avviare e concludere una formale procedura di licenziamento, il diritto alla NASpI viene conservato. Questo accade perché, anche in questo scenario, la cessazione del rapporto di lavoro è il risultato di un atto unilaterale del datore - il licenziamento - e non di una volontà del lavoratore. La perdita del lavoro resta quindi involontaria, garantendo l'accesso all'indennità di disoccupazione.

    A quanto ammonta l'importo della NASpI nel 2026?

    Per coloro che hanno diritto a riceverla, è utile sapere che per il 2026 l'importo massimo mensile dell'indennità NASpI è stimato intorno a 1.584,70 euro.

    L'importo effettivo che un lavoratore percepisce dipende, come sempre, dalla sua retribuzione imponibile previdenziale degli ultimi quattro anni e viene calcolato secondo le regole stabilite dall'INPS.

    Hai ancora dubbi sul licenziamento per assenza ingiustificata?

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