Un licenziamento per giusta causa può generare molta incertezza, specialmente riguardo al diritto all'indennità di disoccupazione. In questo articolo faremo chiarezza su cosa stabilisce l'INPS in merito, analizzando le circolari di riferimento per darti un quadro completo e affidabile.
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Chi viene licenziato per giusta causa ha diritto alla NASpI?
Sì, il licenziamento per giusta causa - detto anche in tronco - dà diritto a ricevere l'indennità di disoccupazione NASpI.
La ragione è che lo stato di disoccupazione è considerato involontario. Anche se il lavoratore ha commesso una grave mancanza, la decisione di interrompere il rapporto di lavoro è un atto unilaterale del datore di lavoro.
Questo principio è il cardine su cui si basa l'accesso all'indennità.
Cosa stabilisce la circolare INPS n. 154/2025?
La Circolare INPS numero 154 del 22-12-2025 è un documento fondamentale per chiarire la posizione dell'ente.
Questa circolare conferma che, se il licenziamento disciplinare è stato eseguito correttamente, la NASpI è pienamente ammessa.
Viene specificato che il diritto sussiste anche in casi di gravi inadempienze contrattuali, come le assenze ingiustificate prolungate, che possono portare al recesso per giusta causa da parte dell'azienda.
Quali sono le nuove regole per il licenziamento e la NASpI nel 2026?
Le regole per il 2026 sono delineate principalmente dalla Circolare INPS numero 1 del 15-01-2026.
Questo documento aggiorna le disposizioni operative per il nuovo anno, ma non modifica i principi fondamentali già stabiliti.
Conferma, quindi, l'orientamento secondo cui il licenziamento per giusta causa non preclude l'accesso alla NASpI, in quanto perdita involontaria del lavoro.
Quali sono i licenziamenti che non danno diritto alla NASpI?
Non tutti i casi di cessazione del rapporto di lavoro permettono di accedere all'indennità di disoccupazione. I casi principali di esclusione sono:
- Dimissioni volontarie, quando non sono motivate da una giusta causa.
- Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, a meno che non avvenga nell'ambito di una procedura di conciliazione specifica prevista dalla legge.
In queste situazioni, la perdita del lavoro è considerata volontaria e, di conseguenza, non dà diritto alla tutela della NASpI.
Qual è la differenza con le dimissioni per giusta causa?
È importante non confondere il licenziamento per giusta causa con le dimissioni per giusta causa.
Anche chi si dimette per giusta causa - per esempio a causa di mobbing, mancato pagamento dello stipendio o altre gravi inadempienze del datore di lavoro - ha diritto alla NASpI.
Tuttavia, come chiarito dalla Circolare INPS n. 21/2023, è necessario seguire una procedura specifica per documentare la giusta causa delle dimissioni e poter accedere all'indennità.
Hai ancora dubbi sul licenziamento per giusta causa e la NASpI?
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