Giusto.

    Licenziamento giusta causa e naspi: spetta? Guida 2026

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    Affrontare un licenziamento per giusta causa è un momento complesso, che solleva dubbi e preoccupazioni sul proprio futuro lavorativo ed economico. Una delle domande più urgenti riguarda il diritto a ricevere un sostegno al reddito. In questa guida aggiornata al 2026, faremo chiarezza su un punto fondamentale: la possibilità di accedere all'indennità di disoccupazione NASpI.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamento e accesso all'indennità di disoccupazione.

    Spetta la NASpI in caso di licenziamento per giusta causa?

    Sì, in caso di licenziamento per giusta causa si ha pienamente diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI erogata dall'INPS.

    Il motivo è che la legge tutela il lavoratore in ogni situazione di disoccupazione involontaria. Anche se il licenziamento è motivato da una grave mancanza del dipendente, la perdita del lavoro non è una sua scelta diretta, ma una decisione unilaterale del datore di lavoro.

    Come funziona e quali sono i requisiti per ottenere la NASpI?

    Per accedere alla NASpI, anche a seguito di un licenziamento per giusta causa, è necessario soddisfare alcuni requisiti specifici, che secondo le normative attuali rimarranno invariati per il 2026.

    I requisiti fondamentali sono:

    • Stato di disoccupazione involontaria: come abbiamo visto, il licenziamento per giusta causa rientra in questa categoria.
    • Requisito contributivo: bisogna aver accumulato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
    • Requisito lavorativo: è necessario aver lavorato per almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi prima della perdita del posto di lavoro.

    La domanda per la NASpI deve essere presentata all'INPS. Se la richiesta viene inviata entro 8 giorni dalla data di licenziamento, l'indennità inizierà a essere erogata dall'ottavo giorno. Se la domanda viene presentata dopo, l'erogazione partirà dal giorno successivo a quello di presentazione.

    A quanto ammonta e quanto dura la NASpI?

    L'importo della NASpI viene calcolato sulla base della retribuzione media imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. L'indennità è pari al 75% di questa retribuzione media. Se la retribuzione media supera un determinato importo, aggiornato annualmente, si aggiunge un 25% sulla parte eccedente.

    Ad esempio, con uno stipendio medio di 1300 euro, che non supera la soglia, l'importo della disoccupazione sarebbe circa 975 euro al mese.

    La durata della prestazione è pari alla metà delle settimane di contribuzione maturate negli ultimi quattro anni, per un periodo massimo di 24 mesi.

    Quale tipo di licenziamento non dà diritto alla NASpI?

    L'unico caso in cui il lavoratore non ha diritto a percepire la NASpI è quello delle dimissioni volontarie.

    Quando è il dipendente a decidere di interrompere il rapporto di lavoro senza una giusta causa, la perdita dell'impiego è considerata volontaria e, di conseguenza, non dà accesso all'indennità di disoccupazione.

    Se un dipendente si licenzia per giusta causa ha diritto alla NASpI?

    Sì. Le dimissioni per giusta causa rappresentano un'eccezione importante.

    Quando il lavoratore è costretto a dimettersi a causa di un comportamento grave del datore di lavoro - come il mancato pagamento dello stipendio o il mobbing - le sue dimissioni sono considerate dalla legge come una perdita involontaria del lavoro.

    In questa situazione, il diritto alla NASpI è pienamente riconosciuto.

    Cosa si perde e quali sono le conseguenze del licenziamento per giusta causa?

    La conseguenza principale e più evidente del licenziamento per giusta causa è la perdita immediata del posto di lavoro e della relativa retribuzione.

    Tuttavia, è importante chiarire che questo tipo di licenziamento non fa perdere altri diritti economici maturati, come il Trattamento di Fine Rapporto - TFR - e le ferie o i permessi non goduti, che devono essere comunque liquidati dall'azienda.

    Come abbiamo visto, non si perde nemmeno il diritto all'indennità di disoccupazione NASpI.

    Ci sono nuove regole per la NASpI nel 2026?

    Stando alle informazioni attuali, per il 2026 non sono previste modifiche sostanziali ai requisiti, al calcolo e alla durata della NASpI.

    La struttura della prestazione, basata sul principio di tutela contro la disoccupazione involontaria, dovrebbe quindi rimanere invariata, confermando le regole descritte in questa guida.

    Hai ancora dubbi sul licenziamento per giusta causa e la NASpI?

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