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    Licenziamento tempo indeterminato: come avere la disoccupazione

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    Perdere il proprio posto di lavoro a tempo indeterminato può essere un momento di grande incertezza, sia dal punto di vista professionale che economico. È importante sapere, però, che esistono tutele pensate proprio per sostenere chi si trova in questa situazione. In questo articolo vedremo insieme come funziona l'indennità di disoccupazione, conosciuta come NASpI, e quali sono i passaggi per ottenerla dopo un licenziamento.

    Per affrontare la situazione con sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti e diritto alla disoccupazione.

    Quando una persona viene licenziata ha diritto alla disoccupazione?

    Sì, in linea generale chi subisce un licenziamento da un contratto a tempo indeterminato ha diritto a ricevere l'indennità di disoccupazione.

    La legge, infatti, prevede che il sussidio - chiamato NASpI - spetti a chi perde il lavoro per cause involontarie. Il licenziamento rientra pienamente in questa casistica, poiché la decisione di interrompere il rapporto di lavoro non parte dal dipendente ma dal datore di lavoro.

    Come prendere la disoccupazione anche senza un licenziamento?

    Sebbene la regola generale escluda dal diritto alla NASpI chi si dimette volontariamente, esistono alcune importanti eccezioni in cui le dimissioni vengono equiparate a una perdita involontaria del lavoro.

    In questi casi specifici, anche se sei tu a lasciare il lavoro, puoi comunque richiedere e ottenere la disoccupazione. Le principali situazioni sono:

    • Dimissioni per giusta causa: si verificano quando il rapporto di lavoro non può proseguire a causa di un comportamento molto grave da parte del datore di lavoro. Alcuni esempi sono il mancato pagamento di più stipendi, il mobbing, le molestie sul luogo di lavoro o un demansionamento ingiustificato.
    • Rifiuto di un trasferimento: hai diritto alla NASpI se ti dimetti a seguito di un trasferimento aziendale presso una sede che si trova a più di 50 km dalla tua residenza o che non è raggiungibile in meno di 80 minuti con i mezzi pubblici.
    • Maternità o paternità: puoi presentare le dimissioni e richiedere la disoccupazione se sei una lavoratrice madre durante il periodo tutelato - dall'inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino - o se sei un padre che ha usufruito del congedo di paternità obbligatorio.

    Esiste inoltre un'altra casistica: se dopo esserti dimesso volontariamente trovi un nuovo impiego, ma perdi anche questo nuovo lavoro per cause involontarie, puoi accedere alla NASpI a patto di aver maturato almeno 13 settimane di contributi nel nuovo rapporto.

    È meglio dimettersi o farsi licenziare per avere la NASpI?

    Questa domanda nasconde una questione fondamentale: la differenza tra dimissioni volontarie e perdita involontaria del lavoro.

    Dimettersi volontariamente, senza una giusta causa, preclude l'accesso alla disoccupazione. "Farsi licenziare" non è una strada percorribile, ma se esistono i presupposti per delle dimissioni per giusta causa, allora l'esito è lo stesso di un licenziamento ai fini della NASpI.

    La scelta non è quindi tra "dimettersi o farsi licenziare", ma nel verificare se la situazione che stai vivendo in azienda rientra nei casi di giusta causa che ti consentono di lasciare il lavoro mantenendo il diritto al sussidio.

    Si può essere licenziati con un contratto a tempo indeterminato?

    Sì, un lavoratore con contratto a tempo indeterminato può essere licenziato.

    Il contratto a tempo indeterminato offre maggiori tutele rispetto ad altre forme contrattuali, ma non significa che il rapporto di lavoro non possa essere interrotto. Il datore di lavoro può procedere al licenziamento, a condizione che esista una motivazione valida e dimostrabile, come una giusta causa o un giustificato motivo.

    Come e quando presentare la domanda di disoccupazione?

    Se rientri nei casi che danno diritto alla NASpI, è fondamentale agire entro i tempi previsti dalla legge.

    La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Puoi farlo in autonomia, accedendo con le tue credenziali al sito dell'INPS, oppure puoi rivolgerti a un patronato che ti assisterà nella compilazione e nell'invio della pratica.

    Hai ancora dubbi sul licenziamento e il diritto alla disoccupazione?

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