Ricevere una comunicazione di licenziamento a voce può essere un'esperienza destabilizzante e generare molta confusione. È una situazione delicata, ma è fondamentale sapere che la legge offre tutele precise a chi si trova in questa condizione.
In questa guida vedremo insieme quali sono i passi corretti da compiere e come proteggere i propri diritti in modo efficace. Per affrontare la situazione con la massima sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti illegittimi.
Il licenziamento verbale è valido?
No, la risposta è molto chiara. Un licenziamento comunicato solo a voce, detto anche licenziamento orale, è sempre nullo e inefficace.
La legge italiana, infatti, stabilisce che il licenziamento debba avvenire obbligatoriamente in forma scritta. Senza una comunicazione formale, il rapporto di lavoro non può considerarsi interrotto.
Cosa fare subito dopo un licenziamento verbale?
Agire tempestivamente e nel modo corretto è il primo passo per tutelarsi. Se il datore di lavoro ti comunica a voce di non presentarti più, è essenziale non accettare passivamente la situazione.
Ecco le azioni immediate da intraprendere:
- Continua a presentarti sul posto di lavoro: non rimanere a casa. Il rapporto di lavoro è ancora attivo e la tua assenza potrebbe essere usata contro di te come "assenza ingiustificata". Se ti viene impedito l'accesso, cerca di avere delle prove, come la testimonianza di colleghi, una foto o, nei casi più difficili, la chiamata alle forze dell'ordine per verbalizzare l'accaduto.
- Invia una comunicazione formale: spedisci immediatamente una lettera tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o una PEC - posta elettronica certificata - al tuo datore di lavoro. In questa comunicazione devi contestare il licenziamento verbale e metterti a disposizione per riprendere subito la tua attività lavorativa.
- Raccogli le prove: cerca di documentare tutto ciò che è accaduto. Le testimonianze di colleghi che hanno assistito all'allontanamento verbale sono molto importanti, così come qualsiasi altro documento utile.
Devo firmare qualcosa se vengo licenziato?
Assolutamente no. Una delle cose più importanti è non firmare alcun documento che ti venga sottoposto in quel momento concitato.
Spesso, al lavoratore viene chiesto di firmare una lettera di dimissioni volontarie o un verbale di accordo per la cessazione del rapporto. Firmare un documento simile potrebbe compromettere la possibilità di difendere i tuoi diritti.
Rifiutare di firmare non ha conseguenze negative; al contrario, è un tuo diritto e una forma di autotutela.
Come si contesta formalmente un licenziamento verbale?
Dopo aver inviato la prima comunicazione di messa a disposizione, il passo successivo è l'impugnazione formale del licenziamento.
A differenza del licenziamento scritto, che deve essere impugnato entro 60 giorni, per il licenziamento orale hai tempo fino a 5 anni per agire legalmente.
L'iter solitamente si svolge in due fasi. La prima è quella stragiudiziale, in cui un avvocato o un sindacato invia una lettera formale di impugnazione all'azienda.
Se questa fase non porta a un accordo, si passa alla fase giudiziale. Si avvia una causa in tribunale per chiedere al giudice di accertare la nullità del licenziamento.
Qual è il risarcimento previsto in caso di licenziamento orale?
Se il giudice accerta che il licenziamento è avvenuto in forma orale e quindi è illegittimo, le conseguenze per il datore di lavoro sono significative.
Il provvedimento del tribunale di solito prevede:
- La reintegrazione del lavoratore nel suo posto di lavoro.
- Il risarcimento del danno, che corrisponde al pagamento di tutte le retribuzioni perse dal giorno del licenziamento fino all'effettiva reintegra.
- Il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali per tutto il periodo di allontanamento forzato.
E se le dimissioni sono verbali, sono valide?
No. Similmente a quanto previsto per il licenziamento, anche le dimissioni del lavoratore devono seguire una procedura formale per essere valide.
Le dimissioni verbali non sono considerate efficaci. La procedura corretta, salvo eccezioni, prevede la compilazione di un apposito modulo online sul portale del Ministero del Lavoro.
Cos'è il licenziamento silenzioso?
Il licenziamento silenzioso, o quiet firing, è un concetto diverso dal licenziamento verbale.
Non si tratta di una comunicazione orale, ma di un insieme di comportamenti ostili da parte del datore di lavoro - come l'isolamento, la dequalificazione professionale o l'assegnazione di compiti impossibili - finalizzati a spingere il dipendente a dare le dimissioni spontaneamente.
Anche questa è una pratica illegittima, ma va affrontata in modo diverso rispetto al licenziamento orale.
Hai ancora dubbi sul tuo licenziamento verbale?
Se desideri valutare la tua situazione specifica e capire quali sono i prossimi passi più giusti per te, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in procedure di impugnazione del licenziamento verbale.



