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    Malattia durante il preavviso: quando sospende e durata

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    Se stai attraversando il periodo di preavviso, che sia per dimissioni o a seguito di un licenziamento, e ti trovi a dover affrontare un periodo di malattia, è naturale avere dei dubbi su come questa situazione influisca sulla data di fine del tuo rapporto di lavoro. In questo articolo troverai risposte chiare e dirette su come viene gestita la malattia durante il preavviso, quali sono i tuoi diritti e gli adempimenti necessari.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nella gestione dei rapporti di lavoro durante il periodo di preavviso.

    Cosa succede se mi ammalo durante il preavviso di dimissioni o licenziamento?

    La regola generale, valida sia in caso di dimissioni volontarie sia di licenziamento, prevede che l'insorgere di una malattia debitamente certificata sospenda il decorso del preavviso.

    In termini semplici, il conteggio dei giorni di preavviso si "congela" per tutta la durata dell'assenza per malattia. Il conteggio riprenderà solo al tuo rientro effettivo al lavoro.

    Questo significa che i giorni di assenza a causa della malattia non vengono calcolati come parte del periodo di preavviso.

    In quali casi la malattia sospende effettivamente il preavviso?

    La sospensione del preavviso a causa di malattia è la norma. Tuttavia, è sempre fondamentale verificare cosa prevede il proprio Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL.

    Esiste infatti un'eccezione importante:

    • Se il tuo CCNL specifica che il preavviso debba essere calcolato in giorni di calendario e non in giorni lavorativi, le modalità di sospensione potrebbero essere differenti o addirittura non essere previste.

    Per questo motivo, il primo passo è sempre controllare le disposizioni del contratto collettivo applicato al tuo rapporto di lavoro.

    Come cambia la data di fine del rapporto di lavoro?

    La conseguenza diretta della sospensione è il posticipo della data di cessazione del rapporto.

    La data di fine, inizialmente calcolata, slitterà in avanti di un numero di giorni esattamente pari a quelli della durata della malattia. Se ad esempio ti vengono certificati 5 giorni di malattia, la tua data di uscita dall'azienda sarà posticipata di 5 giorni.

    Nel caso in cui la malattia dovesse coprire per intero i giorni di preavviso rimanenti, il rapporto di lavoro si concluderà comunque, ma la sua data ufficiale di cessazione coinciderà con il termine del periodo di malattia.

    Quali sono gli obblighi del lavoratore in malattia durante il preavviso?

    Anche durante il preavviso, gli obblighi del lavoratore in caso di malattia non cambiano. È fondamentale seguire la procedura corretta per non incorrere in problemi.

    Il lavoratore deve:

    • Contattare il proprio medico curante per richiedere il certificato di malattia.
    • Assicurarsi che il medico abbia trasmesso telematicamente il certificato all'INPS.
    • Comunicare tempestivamente al proprio datore di lavoro l'assenza e il numero di protocollo del certificato medico.

    Il rispetto di questi passaggi garantisce che l'assenza sia giustificata e che il periodo di preavviso venga correttamente sospeso.

    Quali assenze non interrompono il preavviso?

    Non tutte le assenze dal lavoro hanno l'effetto di sospendere il preavviso. La sospensione è un effetto tipico di eventi involontari e tutelati, come la malattia, l'infortunio o la maternità.

    Altre tipologie di assenza, come ad esempio i permessi retribuiti o le ferie concordate con il datore di lavoro, di norma non interrompono il decorso del preavviso, a meno che non ci siano accordi diversi tra le parti o specifiche previsioni del CCNL.

    L'assenza ingiustificata, invece, non solo non sospende il preavviso, ma può esporre il lavoratore a conseguenze disciplinari.

    Quando l'INPS non paga l'indennità di malattia?

    Durante il periodo di preavviso, la retribuzione per i giorni di malattia segue le regole ordinarie. Solitamente, i primi tre giorni - il cosiddetto periodo di carenza - sono a carico del datore di lavoro, mentre dal quarto giorno in poi interviene l'INPS.

    L'INPS, tuttavia, potrebbe non erogare l'indennità in alcune situazioni specifiche, tra cui:

    • Mancata o tardiva trasmissione del certificato medico telematico.
    • Assenza del lavoratore durante le fasce di reperibilità per la visita fiscale, senza un giustificato motivo.

    Posso dare le dimissioni se sono già in malattia?

    Sì, un lavoratore può presentare le proprie dimissioni anche mentre si trova in stato di malattia. La malattia, infatti, non preclude la possibilità di recedere dal contratto di lavoro.

    In questo caso, il periodo di preavviso inizierà a decorrere dal momento della comunicazione delle dimissioni, ma il suo conteggio effettivo partirà solo al termine della malattia e al rientro al lavoro del dipendente.

    Hai bisogno di chiarimenti sulla malattia durante il preavviso?

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