Se stai attraversando un momento difficile a causa della depressione e questo sta compromettendo la tua capacità lavorativa, è fondamentale conoscere i tuoi diritti. In questo articolo troverai informazioni chiare e precise su quanto puoi assentarti dal lavoro, quali tutele ti spettano e come funziona la visita fiscale in questi casi.
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Quanto puoi assentarti dal lavoro per depressione?
Puoi assentarti per un periodo massimo definito "periodo di comporto", la cui durata è stabilita dal tuo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL.
Durante questo arco temporale, hai diritto a conservare il tuo posto di lavoro.
Generalmente, la durata varia in base alla tua anzianità di servizio:
- fino a 10 anni di anzianità, il periodo minimo è di solito 3 mesi;
- oltre i 10 anni di anzianità, il periodo sale a 6 mesi.
Alcuni contratti collettivi, come quello dei metalmeccanici o del commercio, possono prevedere periodi più estesi, arrivando fino a 12 mesi.
Una volta superato il periodo di comporto, se i tempi di recupero dovessero essere più lunghi, puoi richiedere un'aspettativa non retribuita, anch'essa prevista dal CCNL, o valutare insieme al tuo medico la possibilità di richiedere l'invalidità civile.
Per conoscere i limiti esatti previsti per la tua situazione, puoi consultare la sezione "Periodo di comporto" del tuo CCNL o rivolgerti a un patronato.
Quali sono i tuoi diritti durante l'assenza per depressione?
Durante il periodo di comporto, hai due diritti fondamentali: la conservazione del posto di lavoro e il diritto a ricevere l'indennità di malattia erogata dall'INPS.
Per avviare correttamente l'iter, il primo passo è rivolgerti al tuo medico di base.
Sarà lui a rilasciare il certificato telematico di malattia, che viene trasmesso direttamente all'INPS e al tuo datore di lavoro. Questo documento è essenziale per giustificare la tua assenza e attivare le tutele previste dalla legge.
Sei soggetto alla visita fiscale durante la malattia per depressione?
Sì, la depressione è considerata una malattia a tutti gli effetti e, di conseguenza, sei tenuto a rispettare gli orari di reperibilità per la visita fiscale.
Tuttavia, esiste un'importante eccezione per le patologie psichiatriche.
Il tuo medico curante può giustificare la tua assenza durante le fasce di reperibilità, qualora l'uscita da casa sia parte integrante e funzionale del tuo percorso terapeutico.
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