Se stai valutando di concludere il tuo rapporto di lavoro, è fondamentale conoscere la procedura corretta per presentare le dimissioni. In questa guida, ti spieghiamo passo dopo passo come fare, utilizzando il portale del Ministero del Lavoro, per assicurarti che tutto si svolga in modo valido e senza intoppi.
Per affrontare questo passaggio con la massima sicurezza e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni e rapporti di lavoro.
Come si comunicano le dimissioni al Ministero del Lavoro?
Dal 2016, per contrastare il fenomeno delle "dimissioni in bianco", la legge prevede che le dimissioni volontarie debbano essere comunicate esclusivamente in modalità telematica. Qualsiasi altro metodo, come una lettera cartacea o una mail, non ha valore legale.
La procedura invia una comunicazione ufficiale al datore di lavoro e all'Ispettorato Territoriale del Lavoro competente. Per portarla a termine in autonomia, devi seguire questi passaggi:
- Accedi al portale Servizi Lavoro del Ministero - all'indirizzo
servizi.lavoro.gov.it. - Effettua l'accesso utilizzando le tue credenziali SPID - Sistema Pubblico di Identità Digitale - o CIE - Carta d'Identità Elettronica.
- Una volta dentro, seleziona l'opzione per inviare le "Dimissioni Volontarie".
- Compila il modulo online con i tuoi dati, quelli del datore di lavoro - inclusa la sua PEC - e i dettagli del rapporto di lavoro che intendi concludere.
- Inserisci la data di decorrenza delle dimissioni e invia il modello.
Quale data di decorrenza bisogna inserire?
La data di decorrenza è un punto cruciale della procedura e spesso genera confusione. Questa data non corrisponde al tuo ultimo giorno di lavoro, ma al primo giorno in cui non sarai più un dipendente dell'azienda.
In altre parole, devi calcolare l'ultimo giorno di lavoro tenendo conto del periodo di preavviso e inserire la data del giorno successivo. Ad esempio, se il tuo ultimo giorno di lavoro è venerdì 31 maggio, la data di decorrenza da indicare sarà sabato 1 giugno.
Quanto tempo prima si devono dare le dimissioni?
Il tempo di preavviso è il periodo che deve intercorrere tra la comunicazione delle dimissioni e l'ultimo giorno effettivo di lavoro. La sua durata non è fissa, ma dipende da quanto stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato al tuo settore, dal tuo livello di inquadramento e dalla tua anzianità di servizio.
Rispettare il preavviso è un obbligo. Se non lo rispetti, il datore di lavoro ha il diritto di trattenere dalla tua ultima busta paga un importo pari alla retribuzione che avresti percepito durante i giorni di preavviso non lavorati, la cosiddetta indennità di mancato preavviso.
Quanto tempo ci vuole per completare la procedura online?
La compilazione e l'invio del modulo telematico sono molto rapidi. Se hai a portata di mano le tue credenziali SPID o CIE e i dati del datore di lavoro - in particolare la sua PEC - l'intera operazione richiede solo pochi minuti.
È possibile annullare le dimissioni dopo averle inviate?
Sì, la legge ti consente di ripensarci. Puoi revocare le dimissioni telematiche entro e non oltre 7 giorni di calendario dalla data in cui hai trasmesso il modulo.
Per farlo, devi accedere nuovamente al portale Servizi Lavoro con SPID o CIE e utilizzare l'apposita funzione di "Revoca" presente nel sistema.
Esistono alternative alla procedura online autonoma?
Se non hai dimestichezza con gli strumenti digitali o preferisci ricevere assistenza, puoi rivolgerti a soggetti abilitati che possono compilare e inviare il modulo per tuo conto. Questi includono:
- Patronati
- Organizzazioni sindacali
- Consulenti del lavoro
- Enti bilaterali
Cosa serve portare al CAF o al patronato per le dimissioni?
Se scegli di farti assistere da un CAF o un patronato, dovrai presentarti con alcuni documenti per permettere all'operatore di completare la procedura. Di solito sono necessari:
- Un tuo documento d'identità valido e il codice fiscale.
- Una copia dell'ultima busta paga, da cui ricavare i dati esatti del datore di lavoro.
- La data di decorrenza che intendi comunicare.
Il servizio ha generalmente un costo contenuto, che può variare a seconda dell'ente a cui ti rivolgi.
Si possono inviare le dimissioni via mail o con una lettera?
No, per la quasi totalità dei lavoratori del settore privato, l'unica modalità valida ed efficace per rassegnare le dimissioni è quella telematica descritta sopra.
Una comunicazione inviata tramite mail ordinaria, PEC o lettera raccomandata non ha alcun valore legale e non può risolvere il rapporto di lavoro.
L'azienda può rifiutare le mie dimissioni?
No, le dimissioni sono un atto di volontà unilaterale del lavoratore. Questo significa che il datore di lavoro non può opporsi o rifiutarle.
L'atto diventa efficace nel momento in cui il datore ne viene a conoscenza tramite la comunicazione telematica. L'unico obbligo che hai nei suoi confronti è quello di rispettare il periodo di preavviso previsto dal tuo CCNL.
È meglio dimettersi o farsi licenziare?
Questa è una valutazione strettamente personale che dipende da molti fattori. La differenza principale riguarda l'accesso all'indennità di disoccupazione NASpI.
Le dimissioni volontarie, salvo casi specifici come quelle per giusta causa, non danno diritto alla NASpI. Il licenziamento, invece, apre generalmente la porta a questo ammortizzatore sociale. La scelta, quindi, deve tenere conto della propria situazione economica, delle prospettive professionali e delle ragioni che portano alla fine del rapporto.
Hai ancora dubbi sulla procedura di dimissioni online?
Se desideri chiarire la tua situazione specifica o hai bisogno di un supporto per gestire questo passaggio, compila il modulo che trovi qui sotto. Potrai parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni e nella gestione dei rapporti di lavoro.



