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    Naspi 13 settimane dopo dimissioni: come funziona

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    Stai pensando di presentare le dimissioni volontarie ma hai dubbi su come questo influenzerà il tuo accesso all'indennità di disoccupazione? Le normative sono in evoluzione e capire i nuovi requisiti è fondamentale per non commettere errori. In questo articolo troverai una guida chiara e aggiornata sulle regole, in particolare sul requisito delle 13 settimane di contribuzione che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2025.

    Per affrontare questo passaggio con la massima sicurezza e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare subito il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di NASpI e dimissioni volontarie.

    Quali sono le nuove regole per la NASpI dopo le dimissioni volontarie?

    A partire dal 1° gennaio 2025, la normativa sull'accesso alla NASpI per chi si dimette volontariamente da un contratto a tempo indeterminato diventerà più stringente.

    L'obiettivo di questa modifica è assicurare che l'indennità di disoccupazione sia concessa solo nei casi di perdita del lavoro genuinamente involontaria.

    La nuova regola principale prevede che, dopo le dimissioni, il lavoratore debba maturare un nuovo periodo contributivo prima di poter accedere alla NASpI in caso di successiva disoccupazione.

    Quante settimane servono per la NASpI dopo le dimissioni?

    Il requisito fondamentale introdotto dalla nuova normativa è di aver accumulato almeno 13 settimane di contribuzione in un nuovo rapporto di lavoro.

    Questo significa che dopo esserti dimesso, dovrai trovare un nuovo impiego e lavorarci per un periodo sufficiente a raggiungere questa soglia contributiva.

    Come si contano le 13 settimane di contribuzione per la NASpI?

    Le 13 settimane devono essere maturate all'interno di un nuovo rapporto di lavoro subordinato, che può essere sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato.

    Questi contributi devono essere versati nei 12 mesi che seguono la data delle dimissioni volontarie. Solo al termine di questo nuovo contratto - per una causa involontaria come la scadenza del termine o un licenziamento - si potrà fare domanda per l'indennità di disoccupazione.

    Cosa significa "assenza delle 13 settimane di contribuzione"?

    Significa semplicemente che se, dopo le dimissioni, non si riesce a stipulare un nuovo contratto e a maturare questo minimo contributivo, non si avrà diritto a percepire la NASpI.

    In pratica, le dimissioni volontarie da un contratto a tempo indeterminato, senza un successivo periodo di lavoro di almeno 13 settimane, escludono l'accesso all'indennità.

    Come prendere la disoccupazione dopo le dimissioni volontarie?

    Alla luce delle nuove regole, il percorso per ottenere la NASpI dopo aver lasciato volontariamente un lavoro a tempo indeterminato prevede i seguenti passaggi:

    • Presentare le dimissioni volontarie.
    • Trovare un nuovo impiego con un contratto di lavoro subordinato.
    • Lavorare per un periodo che garantisca l'accumulo di almeno 13 settimane di contributi.
    • La cessazione di questo nuovo rapporto di lavoro deve avvenire per una causa involontaria - ad esempio, licenziamento o fine contratto a termine.
    • A questo punto, si può presentare la domanda di NASpI all'INPS.

    Quanti mesi sono 13 settimane di lavoro?

    Tredici settimane di lavoro corrispondono a circa tre mesi.

    È un periodo di tempo relativamente breve, ma indispensabile per poter sbloccare il diritto alla NASpI secondo le nuove disposizioni.

    Se mi dimetto per un altro lavoro, perdo la disoccupazione?

    No, non necessariamente. Anzi, secondo le nuove regole, dimettersi per iniziare un nuovo lavoro è proprio la condizione necessaria per poter, in futuro, accedere alla disoccupazione.

    Se il nuovo rapporto di lavoro dura almeno 13 settimane e poi cessa per motivi involontari, il diritto alla NASpI viene maturato. Se invece ti dimetti anche dal secondo lavoro, perderai nuovamente il diritto.

    Quali sono le settimane utili per il calcolo della NASpI?

    Per il calcolo generale della NASpI, si considerano le settimane di contribuzione accumulate nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione.

    Le 13 settimane sono un requisito di accesso specifico post-dimissioni, ma il calcolo della durata e dell'importo dell'indennità si baserà su tutta la contribuzione versata nel quadriennio di riferimento.

    Come faccio a sapere quante settimane di NASpI mi spettano?

    La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

    Ad esempio, se negli ultimi quattro anni hai lavorato per 104 settimane - due anni - avrai diritto a 52 settimane di NASpI, che corrispondono a un anno. La durata massima è comunque di 24 mesi.

    Quanto si prende di NASpI con uno stipendio di 1300 euro?

    L'importo della NASpI è calcolato sulla base della retribuzione imponibile media mensile degli ultimi quattro anni.

    Indicativamente, l'importo è pari al 75% della retribuzione media, se questa è inferiore a una soglia stabilita annualmente dall'INPS. Per una retribuzione media di 1300 euro, l'importo della NASpI si aggirerebbe intorno ai 975 euro lordi mensili per i primi mesi, per poi ridursi progressivamente.

    Hai ancora dubbi sulla NASpI dopo le dimissioni?

    Qualora desiderassi una valutazione precisa della tua situazione personale per capire come muoverti ed evitare di perdere i tuoi diritti, il nostro consiglio è compilare il modulo che trovi qui sotto. Potrai parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di accesso alla NASpI a seguito di dimissioni volontarie.

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