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    Naspi 2025 e dimissioni volontarie: quando spetta

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    Le regole per l'accesso all'indennità di disoccupazione NASpI sono in evoluzione, soprattutto per chi decide di lasciare volontariamente il proprio posto di lavoro. Se stai valutando questa scelta, è fondamentale conoscere le novità introdotte a partire dal 1° gennaio 2025. In questo articolo, troverai una guida chiara e aggiornata per capire quando spetta la NASpI dopo le dimissioni e quali sono i requisiti da rispettare.

    Per affrontare la situazione con sicurezza ed evitare errori che potrebbero compromettere il tuo diritto all'indennità, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di diritto del lavoro e indennità di disoccupazione.

    Chi si dimette ha diritto alla NASpI?

    La regola generale è chiara: le dimissioni volontarie, di norma, non danno diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Questo perché l'indennità è una misura di sostegno al reddito pensata per chi perde il lavoro in modo involontario.

    Tuttavia, esistono delle eccezioni importanti che permettono di accedere all'indennità anche dopo una decisione personale di interrompere il rapporto di lavoro.

    Come prendere la disoccupazione con dimissioni volontarie?

    È possibile accedere alla NASpI anche dopo essersi dimessi, ma solo in circostanze specifiche. I due casi principali sono i seguenti:

    • Dimissioni per giusta causa: Si verificano quando la prosecuzione del rapporto di lavoro diventa impossibile a causa di un grave inadempimento del datore di lavoro. Alcuni esempi includono il mancato pagamento dello stipendio, il mobbing, le molestie sessuali o modifiche peggiorative delle mansioni. In questi casi, le dimissioni sono considerate una conseguenza di un atto altrui e non una scelta libera, dando quindi diritto alla NASpI.

    • Perdita involontaria di un nuovo lavoro: Se dopo le dimissioni volontarie si trova un nuovo impiego e successivamente si viene licenziati da quest'ultimo, si può avere diritto alla NASpI. È proprio su questo punto che intervengono le novità del 2025.

    Quante settimane servono per la NASpI dopo dimissioni volontarie?

    Qui risiede la principale novità per il 2025, che introduce una stretta sui requisiti.

    Dal 1° gennaio 2025, se ti dimetti volontariamente da un lavoro a tempo indeterminato e trovi un nuovo impiego entro dodici mesi, per avere diritto alla NASpI dopo un eventuale licenziamento dal nuovo lavoro, devi aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione in quest'ultimo.

    Questo significa che il nuovo rapporto di lavoro deve durare circa tre mesi.

    Questa modifica serve a evitare i cosiddetti "licenziamenti lampo", una pratica con cui un lavoratore dimissionario si faceva assumere per un periodo brevissimo solo per poter poi accedere alla disoccupazione. Rispetto al passato, quando anche un contratto di pochi giorni poteva bastare, ora è richiesto un periodo di lavoro effettivo e più consistente.

    Cosa spetta in caso di dimissioni volontarie?

    Se non si rientra nei casi che danno diritto alla NASpI, il lavoratore che si dimette volontariamente ha comunque diritto a ricevere dal datore di lavoro le sue spettanze di fine rapporto.

    Queste includono:

    • Il Trattamento di Fine Rapporto - TFR
    • Le ferie e i permessi maturati e non goduti
    • I ratei della tredicesima e dell'eventuale quattordicesima mensilità

    È meglio licenziarsi o farsi licenziare?

    La scelta tra dimettersi e attendere un licenziamento è estremamente delicata e dipende da innumerevoli fattori personali e professionali.

    Le dimissioni volontarie - al di fuori della giusta causa - offrono il controllo sulla tempistica ma precludono l'accesso immediato alla NASpI.

    Il licenziamento, d'altra parte, dà diritto all'indennità ma comporta la perdita di controllo sulla decisione e sulle tempistiche, oltre a non essere una strada sempre percorribile o priva di rischi. Non esiste una risposta unica, ma solo la valutazione attenta della propria situazione contrattuale e delle proprie necessità.

    Cosa succede dopo le dimissioni volontarie?

    Una volta presentate le dimissioni in via telematica tramite il portale del Ministero del Lavoro, il rapporto di lavoro cessa al termine del periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo.

    Successivamente, il datore di lavoro provvederà a liquidare tutte le competenze di fine rapporto con l'ultima busta paga. A questo punto, il lavoratore potrà iniziare la ricerca di una nuova occupazione.

    Hai ancora dubbi sulla NASpI dopo le dimissioni?

    Qualora la tua situazione presentasse delle particolarità o desiderassi valutare con attenzione i prossimi passi alla luce delle nuove normative, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni e nell'accesso alla NASpI.

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