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    Naspi e dimissioni volontarie 2026: quando spetta

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    Se stai valutando di presentare le tue dimissioni volontarie, è fondamentale sapere se e quando potresti avere diritto all'indennità di disoccupazione NASpI nel 2026. La regola generale può sembrare restrittiva, ma esistono eccezioni importanti che è bene conoscere. In questo articolo chiariamo le regole principali, i casi specifici in cui la NASpI spetta e la procedura da seguire.

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    Chi si dimette volontariamente ha diritto alla naspi?

    In linea generale, la risposta è no. La NASpI è un'indennità pensata per chi perde il lavoro in modo involontario, come nel caso di un licenziamento.

    Le dimissioni volontarie, essendo una scelta del lavoratore, non rientrano in questa casistica e quindi, di norma, non danno diritto a percepire la disoccupazione.

    Esistono però delle eccezioni significative, previste dalla legge per tutelare il lavoratore in situazioni di particolare difficoltà.

    Come dare le dimissioni senza perdere la disoccupazione?

    Per accedere alla NASpI pur dimettendosi, è necessario che la cessazione del rapporto di lavoro rientri in una delle seguenti casistiche: dimissioni per giusta causa o dimissioni durante il periodo tutelato di maternità o paternità.

    Le dimissioni per giusta causa si verificano quando il comportamento del datore di lavoro è talmente grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto. Alcuni esempi includono:

    • mancato pagamento dello stipendio;
    • comportamenti riconducibili al mobbing;
    • mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro;
    • spostamento del lavoratore presso un'altra sede senza comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.

    Inoltre, la NASpI spetta alla lavoratrice madre che si dimette durante il periodo di tutela della maternità, ovvero dall'inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Lo stesso diritto è esteso al padre lavoratore che ha fruito del congedo di paternità.

    Cosa cambia nella naspi nel 2026?

    Per il 2026, le regole fondamentali che legano la NASpI alle dimissioni volontarie non subiscono modifiche sostanziali. La distinzione tra dimissioni volontarie senza causa - che non danno diritto all'indennità - e dimissioni per giusta causa - che invece lo consentono - rimane il pilastro della normativa.

    L'unica variazione nota riguarda l'importo. Il massimale mensile previsto per la NASpI nel 2026 è stato fissato a 1.584,70 euro.

    Come andare in naspi nel 2026 se ti dimetti per giusta causa?

    Se ritieni che le tue dimissioni rientrino in uno dei casi di giusta causa, la procedura corretta è fondamentale per non perdere il diritto all'indennità.

    Il primo passo è la presentazione delle dimissioni telematiche. Durante la compilazione del modulo online, è essenziale selezionare l'opzione "dimissioni per giusta causa" e descrivere brevemente il motivo.

    Successivamente, dovrai presentare la domanda di NASpI all'INPS entro il termine di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

    Hai ancora dubbi su naspi e dimissioni volontarie?

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