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    Naspi dimissioni maternità 2025: come funziona

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    Diventare madre è un'esperienza che porta con sé molti cambiamenti, anche sul piano professionale. Se stai valutando di presentare le dimissioni volontarie durante questo periodo, è fondamentale sapere che potresti avere diritto all'indennità di disoccupazione NASpI. In questo articolo, vedremo insieme come funziona e quali passaggi seguire per non perdere questa opportunità.

    Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e avere la certezza di non commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni protette durante la maternità e accesso alla NASpI.

    Se mi dimetto durante la maternità ho diritto alla naspi?

    Sì, la legge prevede una tutela specifica per le lavoratrici madri.

    Le dimissioni volontarie presentate durante il cosiddetto "periodo tutelato" danno pieno diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI. A differenza di una normale interruzione volontaria del rapporto di lavoro, questo caso viene equiparato a un licenziamento involontario.

    Il periodo tutelato copre un arco temporale che va dall'inizio della gravidanza fino al compimento del primo anno di età del bambino.

    Quali sono i requisiti essenziali per ottenere l'indennità?

    Per accedere alla NASpI dopo le dimissioni in maternità, non è sufficiente interrompere il rapporto di lavoro, ma è necessario rispettare una procedura precisa e possedere alcuni requisiti generali.

    Le condizioni fondamentali sono:

    • Convalida obbligatoria delle dimissioni: la tua decisione di dimetterti deve essere formalmente convalidata dal Servizio Ispettivo dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL - di competenza. Questo passaggio serve a verificare che la tua scelta sia genuina e non forzata.
    • Requisito contributivo: devi avere almeno 13 settimane di contributi versati nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
    • Requisito lavorativo: devi aver lavorato per almeno 30 giorni effettivi nei 12 mesi prima della cessazione del rapporto di lavoro.

    Come si presenta la domanda passo dopo passo?

    La procedura per ottenere la NASpI in questa situazione si articola in tre fasi distinte, da seguire in ordine cronologico.

    Ecco i passaggi da compiere:

    • Presentare le dimissioni: devi comunicare le tue dimissioni attraverso la procedura telematica disponibile sul portale dell'Ispettorato del Lavoro. In alternativa, puoi farti assistere da un patronato.
    • Richiedere la convalida all'ITL: una volta inviate le dimissioni, devi recarti o inviare la documentazione necessaria all'Ispettorato Territoriale del Lavoro per ottenere la convalida ufficiale della tua richiesta.
    • Inviare la domanda di NASpI: solo dopo aver ricevuto la convalida dall'ITL, puoi procedere con l'invio della domanda di disoccupazione all'INPS. Puoi farlo autonomamente dal portale INPS con le tue credenziali - SPID, CIE o CNS - oppure puoi rivolgerti a un CAF o a un patronato.

    Quali sono le novità per la naspi nel 2025 in questo caso specifico?

    Una delle novità più rilevanti riguarda il "Collegato Lavoro", che ha introdotto requisiti più stringenti per l'accesso alla NASpI in alcuni casi di dimissioni volontarie.

    Tuttavia, è importante sottolineare che questa modifica non riguarda le dimissioni durante il periodo tutelato di maternità.

    Per te, le dimissioni continuano a essere equiparate a un licenziamento e, pertanto, non sei soggetta alle nuove restrizioni, come quella che richiede 13 settimane di lavoro successive alle dimissioni per poter accedere all'indennità.

    Ma chi si dimette volontariamente non perde il diritto alla naspi?

    In linea generale, sì. La regola prevede che chi si dimette volontariamente non abbia diritto all'indennità di disoccupazione, poiché la perdita del lavoro è causata da una sua scelta e non da un evento involontario.

    Esistono però delle eccezioni importanti, e le dimissioni per maternità o paternità entro il primo anno di vita del bambino rappresentano la principale deroga a questa norma.

    In questa circostanza, la legge riconosce la particolare condizione della lavoratrice e protegge il suo diritto al sostegno economico.

    Hai ancora dubbi sulla naspi per dimissioni in maternità?

    Qualora desiderassi valutare la tua situazione specifica o avessi bisogno di un supporto per gestire correttamente l'intera procedura, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto.

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