Giusto.

    Naspi per dimissioni volontarie padre: quando spetta

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    Diventare padre è un momento che può portare a riconsiderare le proprie priorità professionali. Se stai pensando di lasciare il tuo lavoro per dedicarti alla famiglia, in questo articolo troverai informazioni chiare su quando, in qualità di padre lavoratore, hai diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Per affrontare la situazione con sicurezza ed evitare errori che potrebbero compromettere i tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni protette e ammortizzatori sociali.

    In generale, chi si dimette volontariamente ha diritto alla NASpI?

    Di norma, le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI. Questa indennità, infatti, è concepita come un sostegno al reddito per chi perde il lavoro involontariamente.

    Esistono però delle eccezioni importanti a questa regola generale, e una di queste riguarda proprio i neogenitori.

    Un padre che si dimette entro l’anno di vita del figlio ha diritto alla NASpI?

    Sì, il padre lavoratore dipendente che presenta dimissioni volontarie entro il primo anno di vita del bambino ha diritto a percepire la NASpI.

    Questo diritto è stato confermato dalla circolare INPS n. 32 del 2023, che equipara la tutela del padre a quella già prevista per la madre lavoratrice. La stessa tutela si applica anche entro un anno dall'accoglienza di un minore in adozione o affidamento.

    Per poter accedere all'indennità, è fondamentale che il padre lavoratore abbia effettivamente fruito del congedo di paternità obbligatorio.

    Cosa deve fare un papà per dimettersi e ottenere la NASpI?

    La procedura per formalizzare le dimissioni e richiedere l'indennità segue alcuni passaggi obbligatori. È cruciale seguirli con attenzione per non perdere il diritto alla prestazione.

    Ecco i passaggi da seguire:

    • Presentare le dimissioni online: la comunicazione deve essere inviata telematicamente al datore di lavoro tramite l'apposito portale del Ministero del Lavoro.
    • Convalidare le dimissioni: è necessario inviare una richiesta di convalida all'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL competente. Questa richiesta va fatta via email, allegando la lettera di dimissioni e un documento d'identità. È un passaggio obbligatorio da completare entro 45 giorni dalla richiesta, altrimenti il diritto decade.
    • Presentare la domanda di NASpI: una volta ottenuta la convalida, si può procedere con la richiesta della NASpI direttamente sul sito dell'INPS.

    Il padre lavoratore deve dare il preavviso in questo caso?

    No, un altro aspetto importante di questa tutela è che il padre che si dimette entro l'anno di vita del figlio non è tenuto a rispettare il periodo di preavviso previsto dal suo contratto di lavoro.

    Questo significa che il rapporto di lavoro cessa immediatamente senza che il datore di lavoro possa trattenere alcuna indennità sostitutiva del preavviso dalla busta paga finale.

    Come funziona la NASpI in questa situazione?

    Una volta che la domanda viene accolta dall'INPS, la NASpI funziona esattamente come negli altri casi di disoccupazione involontaria. L'indennità viene erogata mensilmente e il suo importo e la sua durata dipendono dalla storia contributiva del lavoratore negli ultimi quattro anni.

    L'elemento chiave, in questo caso specifico, è che le dimissioni volontarie del padre vengono considerate una causa di disoccupazione involontaria, aprendo così le porte all'accesso a questo importante ammortizzatore sociale.

    Hai bisogno di supporto per le dimissioni volontarie da padre e la richiesta di NASpI?

    Qualora ti servisse un parere per valutare la tua situazione specifica, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni del lavoratore padre e nelle richieste di indennità NASpI.

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