Subire un licenziamento per giusta causa è un'esperienza complessa, che genera dubbi e incertezze sul proprio futuro lavorativo ed economico. Se ti trovi in questa situazione, è naturale che tu voglia capire quali tutele ti spettano, in particolare riguardo all'indennità di disoccupazione NASpI. In questo articolo troverai una guida chiara basata sulle normative previste per il 2026.
Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di NASpI e licenziamento per giusta causa.
Quando spetta la NASpI in caso di licenziamento per giusta causa nel 2026?
Sì, il licenziamento per giusta causa dà diritto a percepire la NASpI.
Anche se la cessazione del rapporto è motivata da un grave comportamento del lavoratore, la decisione di interrompere il contratto è presa dal datore di lavoro. Per questo motivo, la legge considera questa situazione come una "perdita involontaria dell'occupazione", che è il presupposto fondamentale per accedere all'indennità.
Per ottenere la NASpI nel 2026, oltre allo stato di disoccupazione involontario, devi soddisfare un altro requisito essenziale:
- Aver versato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
La situazione è diversa, invece, in caso di dimissioni volontarie, che generalmente non danno diritto alla disoccupazione.
Qual è l'importo della NASpI nel 2026 e come si calcola?
L'importo della NASpI varia in base alla retribuzione media imponibile degli ultimi quattro anni.
La regola generale prevede che l'indennità sia pari al 75% di questa retribuzione media, ma solo se essa non supera un determinato limite fissato annualmente dall'INPS. Per la parte di retribuzione che eccede tale limite, si applica una percentuale inferiore.
Per il 2026, l'importo massimo mensile erogabile per la NASpI è fissato a 1.584,70 €.
Questo significa che, indipendentemente da quanto fosse alta la tua retribuzione, non potrai percepire un'indennità mensile superiore a questa cifra.
Cosa non spetta al lavoratore in caso di licenziamento per giusta causa?
In caso di licenziamento per giusta causa, il rapporto di lavoro si interrompe immediatamente, senza alcun preavviso.
Di conseguenza, il lavoratore non ha diritto a percepire l'indennità sostitutiva del preavviso, una somma che viene invece corrisposta in altre tipologie di licenziamento quando il datore di lavoro decide di non far lavorare il dipendente durante il periodo di preavviso previsto dal contratto.
Quale licenziamento non dà diritto alla NASpI?
La principale causa di esclusione dal diritto alla NASpI sono le dimissioni volontarie, poiché la perdita del lavoro dipende da una scelta del lavoratore e non da una decisione del datore.
È importante prestare attenzione a una novità introdotta per il 2025 e 2026 che riguarda le assenze ingiustificate prolungate. Se un lavoratore si assenta per un lungo periodo senza fornire motivazioni, il suo comportamento può essere interpretato come una volontà di dimettersi - le cosiddette "dimissioni per fatti concludenti".
In questi casi specifici, il diritto alla NASpI potrebbe essere negato.
Come si presenta la domanda per la NASpI 2026?
Per ottenere l'indennità, è fondamentale presentare la domanda all'INPS entro un termine preciso.
Hai 68 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per inoltrare la richiesta. Superato questo termine, si perde il diritto a ricevere l'indennità.
La domanda può essere presentata in autonomia tramite il sito web dell'INPS, accedendo con le proprie credenziali - SPID, CIE o CNS - oppure rivolgendosi a un patronato.
Cosa paga il datore di lavoro in questi casi?
Anche in caso di licenziamento per giusta causa, il datore di lavoro è tenuto a versare all'INPS il cosiddetto "ticket licenziamento".
Si tratta di un contributo obbligatorio per ogni interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che darebbe diritto alla NASpI.
Per il 2026, l'importo di questo ticket è pari a 649,73 € per ogni anno di anzianità aziendale del lavoratore, fino a un massimo di tre anni, per un totale che non può superare 1.949,19 €.
Hai ancora dubbi sulla NASpI per giusta causa?
Le normative possono sembrare complesse e ogni situazione lavorativa ha le sue particolarità. Se desideri valutare il tuo caso specifico o semplicemente vuoi essere certo di non commettere errori nella richiesta, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto.
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