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    Naspi e risoluzione consensuale per trasferimento: spetta?

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    Il datore di lavoro ti ha proposto un trasferimento che non puoi accettare e ora state valutando una risoluzione consensuale del rapporto. In una situazione così delicata, è naturale chiedersi se questa scelta ti dia diritto alla NASpI. In questo articolo troverai una risposta chiara e le condizioni precise per accedere all'indennità di disoccupazione.

    Per affrontare la situazione con sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di NASpI e accordi di risoluzione del rapporto di lavoro.

    Spetta la NASpI in caso di risoluzione consensuale per rifiuto al trasferimento?

    Sì, la NASpI spetta anche in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, ma solo se questa è motivata dal rifiuto del lavoratore a un trasferimento proposto dal datore di lavoro.

    Questa specifica situazione, infatti, viene equiparata dalla legge a una perdita involontaria del lavoro, dando quindi accesso all'indennità di disoccupazione.

    A quali condizioni si ha diritto alla NASpI in questa situazione?

    Affinché la risoluzione consensuale per rifiuto al trasferimento dia diritto alla NASpI, devono essere rispettate delle condizioni precise relative alla nuova sede di lavoro.

    Il diritto matura quando la nuova sede:

    • è distante più di 50 km dalla residenza del lavoratore;
    • è raggiungibile in un tempo medio superiore a 80 minuti utilizzando i mezzi di trasporto pubblico.

    Se anche solo una di queste due condizioni è soddisfatta, il rifiuto è considerato legittimo e la conseguente risoluzione consensuale consente di richiedere l'indennità.

    Perché l'INPS considera questa disoccupazione involontaria?

    Sebbene l'accordo sia "consensuale", l'INPS - con il Messaggio 369/2018 - ha chiarito che questa casistica rappresenta una forma di disoccupazione involontaria.

    Il ragionamento è semplice: la volontà di interrompere il rapporto non nasce da una libera scelta del lavoratore, ma è una conseguenza diretta di una modifica sostanziale delle condizioni di lavoro imposta dal datore, ovvero il trasferimento in una sede disagiata. Per questo motivo, la situazione è equiparata a un licenziamento.

    Come bisogna formalizzare l'accordo per non perdere il diritto?

    Per garantire l'accesso alla NASpI è fondamentale che la procedura sia corretta.

    È consigliabile formalizzare la risoluzione consensuale in una sede di conciliazione, come l'Ispettorato Territoriale del Lavoro. Nel verbale di accordo deve essere esplicitamente indicato che la risoluzione avviene a causa del rifiuto del lavoratore al trasferimento. Questa chiarezza è cruciale per dimostrare all'INPS la natura "involontaria" della perdita del lavoro.

    Esistono alternative alla risoluzione consensuale?

    Sì, un'altra strada percorribile dal lavoratore per mantenere il diritto alla NASpI è quella delle dimissioni per giusta causa.

    Anche in questo caso, le dimissioni devono essere motivate dal trasferimento a una sede che disti oltre 50 km dalla residenza o sia raggiungibile in più di 80 minuti con i mezzi pubblici. Il risultato finale in termini di accesso all'indennità di disoccupazione è il medesimo.

    Cosa succede se il trasferimento del datore di lavoro è legittimo?

    Un aspetto a cui prestare attenzione è la legittimità del trasferimento stesso. Se il datore di lavoro può dimostrare che il trasferimento è giustificato da comprovate ragioni tecniche, organizzative o produttive, la situazione potrebbe complicarsi.

    In questi casi, il diritto alla NASpI potrebbe essere messo in discussione. È importante poter dimostrare che il trasferimento non era supportato da tali ragioni oggettive.

    Cosa fare se l'INPS respinge la domanda di NASpI?

    Non è raro che l'INPS, per un vizio di forma o per una valutazione errata, respinga inizialmente la domanda.

    Se questo dovesse accadere, non tutto è perduto. È possibile presentare una richiesta di riesame all'istituto o, in alternativa, procedere con un ricorso amministrativo per far valere i propri diritti.

    Hai ancora dubbi sulla NASpI per risoluzione consensuale?

    Qualora ti servisse supporto per valutare il tuo caso specifico, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Questo ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di accesso alla NASpI a seguito di risoluzione consensuale per trasferimento.

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