Se sei una lavoratrice madre o un lavoratore padre e stai valutando di dare le dimissioni entro il primo anno di vita di tuo figlio, è importante conoscere i tuoi diritti. Nel 2026, la legge offre una tutela specifica che permette di accedere all'indennità di disoccupazione NASpI, anche in caso di dimissioni volontarie. In questo articolo troverai una guida chiara su come funziona questa opportunità.
Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sulla procedura da seguire, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni protette e richiesta della NASpI.
Come funziona la NASpI per i neogenitori nel 2026?
La normativa prevede un "periodo tutelato" durante il quale le dimissioni del genitore lavoratore vengono equiparate a un licenziamento. Questo significa che, pur essendo una scelta volontaria, non fa perdere il diritto a percepire l'indennità di disoccupazione.
Questo periodo va da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del bambino.
Per accedere alla NASpI in questa circostanza, è necessario soddisfare alcuni requisiti e seguire una procedura specifica.
I requisiti contributivi e lavorativi sono:
- Aver versato almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.
- Aver effettuato almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
La procedura da seguire prevede due passaggi fondamentali. Prima di tutto, è obbligatorio convalidare le proprie dimissioni presso la sede territoriale dell'Ispettorato del Lavoro. Successivamente, si deve presentare la domanda di NASpI all'INPS entro il termine di 68 giorni dalla data di cessazione del lavoro.
Il lavoratore che si dimette durante il primo anno di vita del bambino ha diritto a ricevere la relativa indennità?
Sì, la risposta è affermativa.
Come anticipato, le dimissioni presentate dalla lavoratrice madre o dal lavoratore padre durante il periodo protetto- dal concepimento al primo anno di vita del bambino- sono considerate dalla legge come un licenziamento involontario ai fini del diritto alla NASpI.
Questo rappresenta il vantaggio principale della misura: garantire un sostegno economico al genitore anche se è lui a decidere di interrompere il rapporto di lavoro per dedicarsi alla cura del figlio.
Chi ha diritto alla NASpI 2026 in caso di dimissioni?
Hanno diritto alla NASpI i lavoratori dipendenti, sia madri che padri, che presentano le dimissioni volontarie durante il periodo tutelato e che rispettano i requisiti contributivi e lavorativi visti in precedenza.
È fondamentale ricordare che questa tutela si applica a entrambi i genitori, a condizione che il rapporto di lavoro sia di tipo subordinato.
Come si calcola la NASpI 2026?
Il calcolo della NASpI si basa sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni.
L'importo dell'indennità è pari a una percentuale di questa retribuzione media mensile, con un importo massimo che viene rivalutato ogni anno dall'INPS in base all'indice dei prezzi al consumo.
Non si tratta quindi di una cifra fissa, ma di un valore che dipende direttamente da quanto si è guadagnato e versato in contributi nel periodo di riferimento.
Qual è l'importo e come viene pagata la NASpI nel 2026?
L'importo esatto per il 2026 sarà definito dall'INPS con una circolare specifica, ma il metodo di calcolo rimane quello descritto.
Una volta che la domanda viene accettata, l'indennità di disoccupazione viene erogata mensilmente direttamente dall'INPS, tramite accredito su conto corrente bancario o postale indicato dal richiedente.
I pagamenti avvengono solitamente entro la metà del mese successivo a quello di competenza.
Chi ha diritto a 12 mesi di NASpI?
La durata della NASpI non è fissa e uguale per tutti. Non è detto, quindi, che si abbia diritto a 12 mesi di indennità.
La durata massima della prestazione è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Di conseguenza, per ottenere 12 mesi di NASpI- circa 52 settimane- un lavoratore dovrebbe aver accumulato almeno 104 settimane di contributi nei quattro anni precedenti, che corrispondono a due anni di lavoro.
La durata massima non può in ogni caso superare i 24 mesi.
Hai altre domande sulla NASpI entro l'anno del bambino?
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