La nascita di un figlio porta con sé grandi cambiamenti, anche nella vita professionale. Se stai valutando di dare le dimissioni entro il suo primo anno di vita, è fondamentale conoscere i tuoi diritti, in particolare per quanto riguarda l'accesso all'indennità di disoccupazione NASpI. In questo articolo troverai risposte chiare sulla durata di questo sostegno e sulle condizioni per ottenerlo.
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Se mi dimetto entro l'anno del bambino ho diritto alla NASpI?
Sì, la lavoratrice madre o il lavoratore padre che presentano dimissioni volontarie durante il periodo protetto hanno diritto a percepire l’indennità di disoccupazione NASpI.
La legge, infatti, equipara questo tipo di dimissioni a un licenziamento involontario, riconoscendo la particolare necessità di tutela del genitore. Questo significa che non è richiesto il preavviso e si ha pieno accesso al sostegno economico.
Questa tutela vale per il periodo che va dalla gestazione fino al compimento del primo anno di vita del bambino, o del primo anno dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.
È importante notare che questa protezione non si applica alle dipendenti pubbliche con un contratto a tempo indeterminato.
Quanto dura la NASpI per dimissioni entro l'anno del bambino?
La durata della NASpI viene calcolata esattamente come negli altri casi di disoccupazione involontaria. L'indennità corrisponde alla metà delle settimane di contribuzione che hai versato negli ultimi quattro anni.
La durata massima del sussidio non può comunque superare i 24 mesi.
Per fare un esempio pratico, se negli ultimi quattro anni hai lavorato ininterrottamente, accumulando 208 settimane di contributi, avrai diritto a 104 settimane di NASpI, che corrispondono al massimo di 24 mesi.
A quanto ammonta l'importo della NASpI in questo caso?
L'importo della NASpI non cambia in base alla motivazione della richiesta. Il calcolo si basa sulla retribuzione media imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni.
L'indennità mensile sarà pari al 75% di questa retribuzione media, qualora essa sia pari o inferiore a un importo soglia stabilito annualmente dall'INPS. Se la retribuzione media supera tale soglia, l'importo sarà pari al 75% della soglia più il 25% della differenza tra la retribuzione media e la soglia stessa.
L'importo massimo mensile è comunque fissato da un tetto stabilito per legge. Inoltre, l'indennità si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione - ottavo mese per chi ha più di 55 anni.
Anche il padre lavoratore ha diritto alla NASpI se si dimette?
Sì, la tutela si estende anche al padre lavoratore.
Il diritto a dimettersi entro il primo anno di vita del bambino senza preavviso e con accesso alla NASpI è riconosciuto a entrambi i genitori, in alternativa tra loro.
Esiste una tutela simile anche per le dimissioni entro i 3 anni del bambino?
La normativa prevede tutele differenti. Il diritto a dimettersi senza obbligo di preavviso per la lavoratrice madre si estende fino al compimento del terzo anno di vita del bambino.
Tuttavia, il diritto a percepire l'indennità NASpI in caso di dimissioni volontarie è limitato esclusivamente al primo anno di vita del figlio o al primo anno dall'accoglienza del minore.
Chi ha diritto a 2 anni di NASpI?
Hanno diritto alla durata massima di 24 mesi - ovvero 2 anni - i lavoratori che possono vantare almeno quattro anni di contribuzione nel quadriennio che precede la domanda di disoccupazione.
In altre parole, chi ha lavorato senza interruzioni nei quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro percepirà la NASpI per il periodo massimo consentito.
Che differenza c'è tra NASpI e disoccupazione?
Nessuna. NASpI - acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego - è semplicemente il nome tecnico dell'indennità mensile di disoccupazione attualmente in vigore in Italia.
Ha sostituito le precedenti forme di sostegno al reddito in caso di disoccupazione, come l'ASpI e la Mini-ASpI.
Hai ancora dubbi sulla NASpI per dimissioni entro l'anno del bambino?
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