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    Naspi INPS: requisiti, durata e calcolo

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    La perdita involontaria del lavoro è un momento complesso, che solleva dubbi e preoccupazioni sul proprio futuro economico. Se ti trovi in questa situazione, è importante sapere che esistono strumenti di sostegno come la NASpI - Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego - erogata dall'INPS. In questo articolo, ti guideremo attraverso i requisiti, la durata e le modalità di calcolo di questa indennità.

    Per affrontare la procedura con la massima certezza e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di indennità di disoccupazione e ammortizzatori sociali.

    Chi può avere la NASpI?

    La NASpI è un'indennità mensile di disoccupazione destinata ai lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro in modo involontario. Per potervi accedere, è necessario soddisfare alcuni requisiti fondamentali.

    I principali requisiti richiesti dall'INPS sono:

    • Stato di disoccupazione: si deve aver perso il lavoro non per propria volontà. Rientrano in questa categoria il licenziamento, anche per giusta causa o giustificato motivo, la scadenza di un contratto a termine e le dimissioni per giusta causa.
    • Requisito contributivo: è necessario aver versato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione.

    Come funziona la NASpI e quanto dura?

    Una volta approvata la domanda, la NASpI viene corrisposta mensilmente dall'INPS. La sua funzione è quella di fornire un sostegno economico durante il periodo di ricerca di una nuova occupazione.

    La durata della prestazione non è uguale per tutti, ma dipende dalla storia contributiva del lavoratore. Nello specifico, la NASpI viene erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

    La durata massima, in ogni caso, non può superare i 24 mesi. Per ottenere il massimo della durata, pari a due anni, è quindi necessario aver lavorato ininterrottamente nei quattro anni precedenti la perdita del lavoro.

    Quanto si prende al mese con la NASpI?

    Il calcolo dell'importo mensile della NASpI si basa sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni.

    La procedura di calcolo prevede di sommare le retribuzioni imponibili degli ultimi quattro anni, dividerle per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicare il risultato per un coefficiente fisso di 4,33.

    Se la retribuzione mensile media ottenuta è pari o inferiore a un importo soglia - stabilito annualmente dall'INPS, per il 2024 pari a 1.425,25 euro - l'indennità NASpI sarà pari al 75% di tale retribuzione.

    Se la retribuzione media è superiore a tale soglia, l'indennità sarà pari al 75% dell'importo soglia più il 25% della differenza tra la retribuzione media e la soglia stessa. Esiste comunque un importo massimo mensile, che per il 2024 è fissato a 1.550,42 euro.

    Quanto si prende di NASpI con uno stipendio di 1500 euro?

    Facciamo un esempio pratico. Se un lavoratore ha avuto una retribuzione media mensile di 1.500 euro, l'importo della sua NASpI verrà calcolato in due parti, poiché supera la soglia di riferimento.

    Il calcolo sarà: il 75% di 1.425,25 euro - che corrisponde a 1.068,94 euro - più il 25% della differenza tra 1.500 e 1.425,25 euro - che è 18,69 euro.

    L'importo iniziale della NASpI mensile sarebbe quindi di circa 1.087,63 euro. Questo importo, come vedremo, non rimarrà costante per tutta la durata della prestazione.

    Quanto dura la NASpI al 100%?

    L'importo della NASpI calcolato inizialmente non rimane invariato. È previsto un meccanismo di riduzione progressiva, noto come décalage.

    L'indennità si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione. Per i beneficiari che hanno compiuto 55 anni alla data della domanda, la riduzione scatta invece dall'ottavo mese.

    Di conseguenza, la NASpI viene erogata al 100% del suo importo iniziale solo per i primi cinque mesi - o sette per gli over 55 - per poi diminuire gradualmente.

    Che differenza c'è tra la NASpI e la disoccupazione?

    Spesso i termini "disoccupazione" e "NASpI" vengono usati come sinonimi, ma c'è una differenza tecnica.

    "Disoccupazione" è il termine generico per indicare la condizione di chi è senza lavoro e in cerca di occupazione. La NASpI, invece, è il nome specifico dell'attuale indennità economica prevista dalla legge italiana per sostenere i lavoratori dipendenti che si trovano in questa condizione.

    Ha sostituito le precedenti forme di sussidio, come l'ASpI e la Mini-ASpI.

    Quando finisce la NASpI, cosa bisogna fare?

    Al termine del periodo di fruizione della NASpI, il lavoratore non riceve più il sostegno economico mensile. A questo punto, è fondamentale continuare attivamente nella ricerca di una nuova occupazione, anche attraverso i centri per l'impiego.

    A seconda della situazione economica del nucleo familiare, potrebbero esserci altri strumenti di sostegno al reddito per cui si possiedono i requisiti, ma la priorità rimane il reinserimento nel mondo del lavoro.

    Hai ancora dubbi sulla NASpI?

    Se desideri un parere sulla tua situazione specifica o hai bisogno di supporto per comprendere appieno i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di richiesta dell'indennità NASpI.

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