Se ti trovi ad affrontare un licenziamento per giusta causa, è naturale avere dubbi e preoccupazioni riguardo al tuo futuro e al sostegno economico. Potresti chiederti se, nonostante la motivazione del licenziamento, tu abbia comunque diritto all'indennità di disoccupazione. In questo articolo troverai una guida chiara e aggiornata sulla NASpI per licenziamento per giusta causa nel 2026, basata sulle normative attuali. Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di NASpI a seguito di licenziamento per giusta causa.
Come funziona la NASpI in caso di licenziamento per giusta causa nel 2026?
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il licenziamento per giusta causa dà diritto a percepire l'indennità NASpI. La legge, infatti, considera questa situazione come una perdita involontaria dell'occupazione.
La decisione di interrompere il rapporto di lavoro, anche se motivata da un grave comportamento del dipendente, è presa unilateralmente dal datore di lavoro. Questo distingue il licenziamento per giusta causa dalle dimissioni volontarie, che invece non danno diritto alla disoccupazione, salvo eccezioni specifiche.
Per accedere alla NASpI è fondamentale presentare la domanda all'INPS entro il termine di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
È importante notare che, a seguito del licenziamento, il datore di lavoro è tenuto a versare il cosiddetto "ticket licenziamento". Per il 2026, questo contributo è pari a 649,73 € per ogni anno di anzianità aziendale, fino a un massimo di tre anni e un importo di 1.949,19 €.
Attenzione, infine, a un caso particolare: a partire dal 2025-2026, le assenze ingiustificate e prolungate potrebbero essere interpretate come "dimissioni per fatti concludenti", una situazione che potrebbe compromettere il diritto a ricevere l'indennità.
Chi ha diritto alla NASpI nel 2026?
Per poter beneficiare della NASpI dopo un licenziamento per giusta causa, il lavoratore deve soddisfare due requisiti fondamentali stabiliti dalla normativa per il 2026:
- Trovarsi in uno stato di disoccupazione involontario, condizione che, come abbiamo visto, include anche il licenziamento per giusta causa.
- Avere accumulato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
Il rispetto di questi criteri è essenziale per l'accoglimento della domanda da parte dell'INPS.
Quanto spetta di NASpI nel 2026?
L'importo dell'indennità di disoccupazione NASpI viene calcolato sulla base della retribuzione media imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni.
Per il 2026, la circolare INPS n. 4/2026 ha fissato l'importo massimo mensile dell'indennità a 1.584,70 €.
In linea generale, la NASpI è pari al 75% della retribuzione media, qualora questa sia pari o inferiore a un determinato importo di riferimento stabilito annualmente. Se la retribuzione media supera tale soglia, il calcolo diventa più complesso, ma l'importo non potrà mai superare il massimale previsto.
Cosa non spetta in caso di licenziamento per giusta causa?
Un aspetto fondamentale da considerare nel licenziamento per giusta causa è l'assenza del periodo di preavviso. Poiché il rapporto di lavoro si interrompe immediatamente a causa di una grave mancanza del lavoratore, il datore di lavoro non è tenuto a corrispondere l'indennità sostitutiva del preavviso.
Questo significa che il lavoratore non riceverà quella somma aggiuntiva che spetterebbe in altre tipologie di licenziamento dove il preavviso è previsto dalla legge o dal contratto collettivo.
Hai ancora dubbi sulla NASpI per licenziamento per giusta causa?
Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di un parere per capire come procedere, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di richiesta NASpI dopo un licenziamento per giusta causa.



