Giusto.

    Naspi per giusta causa: i 38 giorni e come funziona

    Richiedi una consulenza gratuita sul tema o leggi l'articolo

    Un licenziamento per giusta causa può generare molta incertezza, soprattutto riguardo al diritto all'indennità di disoccupazione. Spesso si crede, erroneamente, che un'interruzione del rapporto di lavoro per colpa del dipendente precluda l'accesso a questo importante sostegno al reddito.

    In questo articolo chiariamo come funziona la NASpI in questa specifica situazione, con un focus particolare sulla regola dei 38 giorni per la decorrenza della prestazione e sui requisiti da rispettare. Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e senza commettere errori procedurali, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina. Riceverai una consulenza gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate alla NASpI e al licenziamento.

    Come funziona la NASpI in caso di licenziamento per giusta causa?

    Anche in caso di licenziamento per giusta causa, si ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Questo perché la legge considera il licenziamento - anche se avvenuto per una colpa del lavoratore - un evento che determina uno stato di disoccupazione involontaria. L'unica eccezione è rappresentata dalle dimissioni volontarie, salvo quelle presentate per giusta causa.

    La vera particolarità, in caso di licenziamento disciplinare, riguarda la data di inizio dell'erogazione. L'indennità non parte dal giorno successivo al licenziamento, ma decorre dal 38° giorno seguente la data di cessazione del rapporto di lavoro, a condizione che la domanda venga presentata entro questo termine.

    Quanti giorni dopo il licenziamento si può fare la NASpI?

    La domanda per la NASpI deve essere presentata all'INPS, a pena di decadenza, entro il termine di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

    È fondamentale però agire con tempestività per non perdere parte dell'indennità.

    Se la domanda viene inviata entro il 38° giorno dal licenziamento, la NASpI inizierà a essere pagata a partire proprio dal 38° giorno. Se invece la domanda viene inoltrata dopo tale data - ma sempre entro i 68 giorni - la prestazione decorrerà dal giorno successivo a quello di presentazione, con la conseguente perdita dei giorni precedenti.

    Cosa si intende per 30 giorni di lavoro effettivo?

    Oltre allo stato di disoccupazione involontaria, per accedere alla NASpI è necessario soddisfare un altro requisito contributivo fondamentale: aver maturato almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.

    Per "lavoro effettivo" si intendono le giornate di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dal numero di ore lavorate.

    Per chiarire meglio, ecco cosa viene considerato nel calcolo:

    • I giorni lavorati, anche se part-time.
    • I periodi di congedo matrimoniale, maternità e paternità.
    • I giorni di ferie, malattia o infortunio coperti da contribuzione INPS.

    Non vengono invece conteggiati, ad esempio, i periodi di assenza ingiustificata o non retribuita.

    Quanto dura la NASpI per giusta causa?

    La durata della NASpI non cambia in base alla motivazione del licenziamento. Che si tratti di giusta causa, giustificato motivo oggettivo o soggettivo, il meccanismo di calcolo della durata rimane identico.

    La prestazione dura per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione versate dal lavoratore negli ultimi quattro anni.

    In ogni caso, la durata massima dell'indennità non può superare i 24 mesi.

    Quali sono le nuove regole per il licenziamento e la NASpI nel 2026?

    Le discussioni su eventuali nuove regole per il 2025 o 2026 riguardano principalmente aspetti fiscali a carico delle aziende, come il "ticket di licenziamento", e non modificano i requisiti di accesso alla prestazione per il lavoratore.

    Al momento, per chi deve richiedere la NASpI, i criteri fondamentali - come lo stato di disoccupazione involontaria, il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo e quello contributivo nei quattro anni precedenti - restano invariati.

    Non sono previste all'orizzonte modifiche sostanziali che possano alterare i diritti del lavoratore che perde involontariamente il proprio impiego.

    Hai ancora dubbi sulla naspi per licenziamento per giusta causa? Ti aiutiamo noi

    Se la tua situazione presenta delle particolarità o se desideri semplicemente un parere esperto per gestire la pratica senza intoppi e assicurarti di ricevere quanto ti spetta, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto.

    Verrai ricontattato per una consulenza gratuita con un avvocato specializzato in questioni legate al diritto del lavoro e alla NASpI.

    Parla con un avvocato

    Richiedi una consulenza gratuita sul tema o leggi l'articolo

    Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Privacy policy