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    Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e naspi: guida

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    Subire un licenziamento per giustificato motivo oggettivo può essere un momento di grande incertezza, ma è importante sapere che la legge prevede tutele specifiche per chi perde il lavoro involontariamente. In questa guida, vedremo insieme quali sono i tuoi diritti, con un focus particolare sulla NASpI.

    Per avere subito la certezza di non commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo e accesso alla NASpI.

    Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo dà diritto alla naspi?

    Sì, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo dà pieno diritto a richiedere la NASpI, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego.

    Questo avviene perché si tratta di una perdita involontaria del posto di lavoro, che è il presupposto fondamentale per poter accedere a questa indennità di disoccupazione.

    Quali sono le ipotesi più frequenti di licenziamento per giustificato motivo oggettivo?

    Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo non dipende da una colpa o da una mancanza del lavoratore, ma da ragioni che riguardano l'azienda. Le cause più comuni includono:

    • Ragioni di natura economica e finanziaria.
    • Riorganizzazione aziendale per migliorare l'efficienza.
    • Soppressione definitiva del posto di lavoro o delle mansioni.

    Cosa spetta al lavoratore in questo caso?

    In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, al lavoratore spetta prima di tutto il diritto di accedere all'indennità di disoccupazione NASpI, a patto di possedere tutti i requisiti necessari previsti dalla legge.

    Analizziamo nel dettaglio quali sono questi requisiti, l'importo e la durata del sostegno economico.

    Quali sono i requisiti per accedere alla naspi?

    Per poter ottenere l'indennità di disoccupazione erogata dall'INPS, è necessario soddisfare tre requisiti specifici.

    • Stato di disoccupazione involontaria: la condizione deve essere causata dal licenziamento e non da dimissioni volontarie o da una risoluzione consensuale del rapporto, salvo rare eccezioni previste dalla normativa.
    • Requisito contributivo: devi avere versato almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
    • Requisito lavorativo: devi aver lavorato per almeno 30 giorni effettivi nei 12 mesi che precedono la data di cessazione del rapporto di lavoro.

    Qual è l'importo e la durata dell'indennità?

    L'importo della NASpI è pari al 75% della retribuzione media imponibile che hai percepito negli ultimi quattro anni. Esiste comunque un limite massimo all'importo, che viene stabilito e aggiornato ogni anno dall'INPS.

    La durata della NASpI, invece, corrisponde alla metà delle settimane di contribuzione che hai accumulato negli ultimi quattro anni. In ogni caso, l'indennità non può superare la durata massima di 24 mesi.

    Come si presenta la domanda di naspi?

    La domanda per ottenere la NASpI deve essere presentata esclusivamente in via telematica all'INPS. È fondamentale rispettare la scadenza: la richiesta va inoltrata entro e non oltre 68 giorni dalla data in cui è terminato il rapporto di lavoro.

    Puoi procedere in autonomia, utilizzando il servizio dedicato sul portale web dell'INPS, oppure puoi farti assistere gratuitamente da un Patronato.

    Quando decorre la naspi in caso di licenziamento?

    La decorrenza della NASpI dipende dalla data di presentazione della domanda. Per assicurarsi che l'indennità parta dal primo giorno utile, è essenziale inviare la richiesta entro i termini previsti dalla legge, ovvero i 68 giorni dalla cessazione del rapporto.

    Rispettare questa finestra temporale è il passo più importante per non perdere alcun giorno di indennità a cui si ha diritto.

    Licenziamento per giustificato motivo oggettivo è giusta causa?

    No, le due tipologie di licenziamento sono molto diverse.

    Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, come abbiamo visto, è legato a fattori economici e organizzativi dell'azienda.

    Il licenziamento per giusta causa, invece, è un provvedimento disciplinare che avviene a causa di una grave mancanza del lavoratore, così grave da non consentire la prosecuzione del rapporto neanche per un giorno.

    Quali sono i casi in cui non si ha diritto alla naspi?

    Generalmente, non si ha diritto alla NASpI quando la perdita del lavoro è volontaria. I casi principali di esclusione sono:

    • Dimissioni volontarie da parte del lavoratore.
    • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, anche se esistono alcune eccezioni specifiche.

    Chi sono i furbetti della naspi?

    Con questa espressione ci si riferisce a coloro che tentano di ottenere l'indennità di disoccupazione senza averne diritto, ad esempio simulando un licenziamento involontario quando in realtà c'è un accordo con il datore di lavoro per interrompere il rapporto.

    Questi comportamenti sono illeciti e l'INPS effettua controlli rigorosi per verificare la veridicità dei requisiti dichiarati.

    Hai dubbi sul licenziamento per giustificato motivo oggettivo e la naspi?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di un supporto per orientarti, compila il modulo che trovi qui sotto.

    Potrai parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in licenziamenti per motivi economici e nelle pratiche di richiesta della NASpI.

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