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    Naspi per giustificato motivo soggettivo: spetta e quando

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    Subire un licenziamento per giustificato motivo soggettivo è un momento delicato, che genera incertezza sul proprio futuro lavorativo e finanziario. È fondamentale, però, conoscere i propri diritti, in particolare riguardo all'indennità di disoccupazione. In questa guida analizzeremo in dettaglio se spetta la NASpI in questa situazione e quali sono le tempistiche da rispettare.

    Per affrontare la situazione con la massima certezza e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare in modo gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate a NASpI licenziamento giustificato motivo soggettivo.

    Che cos'è il licenziamento per giustificato motivo soggettivo?

    Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo – spesso abbreviato in GMS – è una forma di recesso dal rapporto di lavoro che dipende da un comportamento del dipendente.

    Si tratta di un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali che, pur non essendo così grave da impedire la prosecuzione anche temporanea del rapporto - come nel caso della giusta causa - ne compromette il legame di fiducia.

    Alcuni esempi includono:

    • Scarso rendimento protratto nel tempo.
    • Assenze ingiustificate e ripetute.
    • Altri comportamenti colpevoli che violano gli accordi previsti dal contratto di lavoro.

    Spetta la NASpI in caso di licenziamento per giustificato motivo soggettivo?

    Sì, il licenziamento per giustificato motivo soggettivo, così come quello per giusta causa, dà diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.

    La ragione è che lo stato di disoccupazione che ne deriva è considerato involontario. Anche se il licenziamento è causato da un comportamento del lavoratore, non si tratta di una sua scelta di interrompere il rapporto, come avviene con le dimissioni volontarie.

    Infatti, anche in questi casi il datore di lavoro è tenuto a versare il cosiddetto "ticket NASpI", un contributo specifico che finanzia l'indennità.

    Quando decorre la NASpI in questo caso?

    La domanda per la NASpI deve essere presentata all'INPS, per via telematica, entro il termine di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

    Tuttavia, è importante sapere che in caso di licenziamento disciplinare - come quello per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa - la decorrenza della prestazione potrebbe slittare.

    Questo significa che l'erogazione dell'indennità potrebbe iniziare 30 giorni dopo la data di presentazione della domanda, sebbene la prassi dell'INPS su questo punto possa talvolta variare.

    Quali sono i requisiti per accedere alla NASpI?

    Per avere diritto alla NASpI, oltre a trovarsi in stato di disoccupazione involontaria, è necessario soddisfare due requisiti contributivi e lavorativi:

    • Aver versato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione.
    • Aver svolto almeno 30 giornate di lavoro effettivo nell'anno precedente la cessazione del rapporto.

    Quale tipo di licenziamento non dà diritto alla NASpI?

    Il principale caso in cui non si ha diritto alla NASpI è quello delle dimissioni volontarie.

    L'indennità, infatti, non spetta quando è il lavoratore a decidere di interrompere il rapporto di lavoro, a meno che non si tratti di casi specifici tutelati dalla legge.

    Le eccezioni più importanti sono:

    • Dimissioni per giusta causa, dovute a un grave inadempimento del datore di lavoro.
    • Dimissioni presentate durante il periodo di maternità tutelato.

    Hai ancora dubbi sulla NASpI per licenziamento per giustificato motivo soggettivo?

    Se desideri analizzare il tuo caso specifico per capire esattamente come procedere e quali sono i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate al licenziamento e alla NASpI.

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