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    NASpI licenziamento volontario: quando spetta e novità

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    Stai valutando di lasciare il tuo posto di lavoro ma temi di perdere il diritto alla disoccupazione. Sebbene la regola generale sia chiara, esistono eccezioni e importanti novità che potrebbero riguardarti. In questo articolo, faremo chiarezza su quando le dimissioni volontarie permettono di accedere alla NASpI e sulle nuove regole previste per il 2025.

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    Chi dà le dimissioni volontarie ha diritto alla NASpI?

    In linea di principio, chi si dimette volontariamente non ha diritto alla NASpI - Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego.

    Il motivo è che questo sussidio è stato pensato per tutelare i lavoratori che perdono il lavoro in modo involontario. Le dimissioni, essendo una scelta del lavoratore, non rientrano in questa casistica.

    Tuttavia, la normativa prevede delle eccezioni significative.

    In quali casi le dimissioni volontarie danno diritto alla NASpI?

    La legge riconosce il diritto alla NASpI anche a chi si dimette, ma solo in circostanze specifiche in cui la decisione non è realmente libera, ma indotta da fattori esterni gravi.

    I casi principali sono:

    • Dimissioni per giusta causa: si verificano quando il lavoratore è costretto a interrompere il rapporto a causa di un grave inadempimento del datore di lavoro. Alcuni esempi sono il mancato pagamento della retribuzione, le molestie sessuali, il mobbing, o variazioni notevoli e illegittime delle condizioni di lavoro come un trasferimento non giustificato.
    • Dimissioni nel periodo tutelato di maternità o paternità: la lavoratrice madre o il lavoratore padre possono dimettersi e avere diritto alla NASpI se l'interruzione del rapporto avviene durante il periodo di tutela, che va da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento di un anno di vita del bambino.
    • Risoluzione consensuale: il diritto alla NASpI può sorgere anche in caso di accordo tra lavoratore e azienda per la cessazione del rapporto, ma solo in ipotesi specifiche come quelle che avvengono nell'ambito di una procedura di conciliazione presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro.

    Quali sono le nuove regole per la NASpI dopo le dimissioni volontarie?

    Una novità importante, introdotta con la Legge 203/2024, riguarda chi si dimette volontariamente per iniziare una nuova occupazione.

    Secondo le nuove disposizioni, valide dal 2025, un lavoratore che si dimette volontariamente potrà accedere alla NASpI a una condizione: dopo le dimissioni, deve trovare un nuovo impiego e perderlo successivamente in modo involontario.

    Per ottenere l'indennità, sarà necessario aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione durante il nuovo rapporto di lavoro.

    Come richiedere la disoccupazione dopo dimissioni volontarie?

    Se rientri in una delle casistiche che danno diritto alla NASpI, la procedura di richiesta è la stessa prevista per la disoccupazione involontaria.

    La domanda deve essere presentata all'INPS in via telematica.

    È fondamentale rispettare i termini: la richiesta va inoltrata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

    Hai ancora dubbi sulla NASpI in caso di dimissioni volontarie?

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