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    Pensione anticipata per depressione: come funziona

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    Vivere con la depressione può rendere difficile, se non impossibile, continuare a svolgere la propria attività lavorativa. Se ti stai chiedendo se questa condizione possa darti diritto a un sostegno economico o alla pensione anticipata, in questo articolo troverai una guida chiara sulle possibilità previste dalla legge italiana.

    Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e capire subito quali passi compiere, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di previdenza e invalidità civile.

    Chi ha la depressione ha diritto alla pensione?

    Sì, in determinate condizioni chi soffre di depressione ha diritto a tutele previdenziali, inclusa la possibilità di accedere alla pensione in anticipo.

    Non è sufficiente la semplice diagnosi della patologia. È necessario che la depressione sia certificata come un disturbo grave, come il disturbo depressivo maggiore o cronico, e che comporti una riduzione permanente e significativa della capacità lavorativa.

    Questa riduzione viene valutata da apposite commissioni mediche dell'INPS, che stabiliscono una percentuale di invalidità civile.

    La depressione è considerata una patologia grave che dà diritto all'invalidità?

    Sì, per la legge italiana la depressione, nelle sue forme più severe e croniche, è a tutti gli effetti una patologia invalidante.

    Il riconoscimento dell'invalidità non dipende dal nome della malattia, ma dal suo impatto concreto sulla capacità della persona di svolgere le attività quotidiane e, soprattutto, lavorative.

    Una depressione grave può compromettere la concentrazione, la memoria, le relazioni sociali e la capacità di gestire lo stress, rendendo di fatto impossibile il proseguimento del lavoro.

    Che percentuale di invalidità ci vuole per andare in pensione anticipata?

    La percentuale di invalidità civile richiesta per accedere a forme di pensionamento anticipato varia a seconda della misura a cui si intende accedere. Le soglie principali sono:

    • Pari o superiore al 74%: per poter richiedere l'Ape Sociale.
    • Pari o superiore all'80%: per poter accedere alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidità.

    Esiste inoltre una tutela specifica, l'Assegno Ordinario di Invalidità, che spetta quando la capacità lavorativa è ridotta a meno di un terzo, a prescindere da una percentuale esatta.

    Quali sono le principali opzioni di pensionamento per depressione?

    Una volta ottenuta la certificazione di invalidità, i percorsi per il pensionamento anticipato legati alla depressione sono principalmente tre:

    • Pensione di vecchiaia anticipata: è accessibile ai lavoratori dipendenti del settore privato con un'invalidità riconosciuta superiore all'80%. Permette di andare in pensione a 61 anni per gli uomini e a 56 anni per le donne, a condizione di avere almeno 20 anni di contributi.
    • Ape Sociale: si tratta di un'indennità che accompagna il lavoratore fino all'età della pensione di vecchiaia. È accessibile a chi ha almeno 63 anni e 5 mesi di età, un'invalidità pari o superiore al 74% e un minimo di 30-36 anni di contributi, a seconda della categoria.
    • Assegno Ordinario di Invalidità: non è una vera e propria pensione, ma un assegno erogato a chi ha una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo. Per richiederlo, sono necessari almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nei cinque anni precedenti la domanda. L'assegno ha validità triennale e può essere confermato dopo una nuova visita medica.

    Oltre alla depressione, quali altre patologie danno diritto alla pensione anticipata?

    Il principio di base non cambia: qualsiasi patologia, fisica o psichica, che causi una riduzione permanente della capacità lavorativa può dare diritto a tutele previdenziali.

    Tra le malattie croniche che più frequentemente portano al riconoscimento dell'invalidità e al pensionamento anticipato troviamo:

    • Patologie cardiocircolatorie gravi.
    • Malattie oncologiche.
    • Patologie neurologiche come la sclerosi multipla o il morbo di Parkinson.
    • Insufficienza renale cronica.
    • Malattie reumatiche invalidanti come l'artrite reumatoide.

    Quanto tempo si può stare in malattia per depressione prima di considerare la pensione?

    È importante distinguere il periodo di malattia temporanea dalla condizione di invalidità permanente.

    Quando ci si assenta dal lavoro per depressione, si rientra nel normale regime di malattia INPS, con una durata massima definita dal proprio contratto collettivo, il cosiddetto periodo di comporto. Superato questo limite, si rischia il licenziamento.

    Il percorso verso la pensione anticipata, invece, si intraprende quando la patologia assume un carattere cronico e permanente, tale da non consentire più un rientro proficuo al lavoro, neanche in futuro.

    Hai bisogno di chiarimenti sulla pensione anticipata per depressione?

    Qualora desiderassi valutare la tua situazione specifica per capire quali tutele ti spettano, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Questo ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle pratiche di invalidità legate a patologie depressive.

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