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    Periodo di comporto malattia: come funziona e quando si azzera

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    Se ti trovi ad affrontare un periodo di assenza dal lavoro per motivi di salute, è naturale porsi domande sulla sicurezza del proprio posto. Comprendere il meccanismo del periodo di comporto è fondamentale per gestire la situazione con consapevolezza e serenità. In questo articolo troverai una guida chiara su come funziona, sui limiti previsti e su quando questo periodo si azzera.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di tutela del lavoratore durante la malattia.

    Come funziona il periodo di comporto della malattia?

    Il periodo di comporto è il limite massimo di giorni di assenza per malattia che un lavoratore può accumulare senza rischiare di perdere il proprio posto di lavoro. Durante questo lasso di tempo, il diritto alla conservazione del posto è garantito.

    La durata esatta non è fissa per tutti, ma viene stabilita dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro - i CCNL - che possono prevedere durate diverse a seconda della qualifica, ad esempio tra impiegati e operai. Generalmente, questo periodo varia da 3 a 6 mesi, ma in alcuni casi può essere anche più lungo.

    Esistono due principali modalità di calcolo:

    • Comporto secco: si applica a un unico e ininterrotto evento di malattia.
    • Comporto per sommatoria: si calcola sommando tutti i giorni di assenza per malattia avvenuti in un determinato arco temporale, che può essere di 12, 24 o 36 mesi a seconda del CCNL di riferimento.

    È importante non confondere il periodo di comporto con l'indennità di malattia erogata dall'INPS, che copre un massimo di 180 giorni nell'anno solare.

    Quando si azzera il periodo di comporto malattia?

    L'azzeramento del periodo di comporto dipende dalla modalità con cui viene calcolato, se secco o per sommatoria.

    Nel caso del comporto secco, legato a un singolo evento di malattia continuativo, il conteggio si azzera con la guarigione del lavoratore e il suo rientro effettivo al lavoro.

    Per il comporto per sommatoria, il meccanismo è diverso e più complesso.

    Quando si azzera il periodo di comporto per sommatoria?

    Il periodo di comporto per sommatoria non si azzera in una data specifica, come ad esempio il primo gennaio. Funziona invece con un sistema a scorrimento, detto anche "rolling".

    Il calcolo si basa su un arco temporale definito dal CCNL, solitamente gli ultimi 12 o 36 mesi. Per verificare se il limite è stato superato, si contano a ritroso i giorni di malattia a partire dall'ultimo evento. Man mano che il tempo passa, i giorni di malattia più vecchi escono dal conteggio, lasciando spazio a nuovi eventuali giorni di assenza.

    Come si contano i 180 giorni di malattia INPS?

    I 180 giorni di malattia gestiti dall'INPS non riguardano la conservazione del posto di lavoro - quello è il comporto - ma il diritto a ricevere l'indennità economica.

    Questi giorni vengono conteggiati all'interno dell'anno solare, ovvero dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Ogni nuovo anno solare, il conteggio dei giorni indennizzabili da parte dell'INPS riparte da zero.

    Cosa succede se fai più di 180 giorni di malattia?

    Superare i 180 giorni di malattia in un anno solare ha una conseguenza principale: l'INPS interrompe l'erogazione dell'indennità economica.

    Questo non significa un licenziamento automatico. Il rapporto di lavoro prosegue fino a quando non viene raggiunto il limite del periodo di comporto previsto dal proprio CCNL. Le condizioni economiche dopo il 180esimo giorno dipendono da quanto stabilito dal contratto collettivo applicato.

    Cosa succede quando si superano i 6 mesi di malattia?

    Sei mesi, ovvero circa 180 giorni, rappresentano una durata comune per il periodo di comporto in molti CCNL.

    Superare questo limite, o qualsiasi altro limite fissato dal proprio contratto, espone il lavoratore a un rischio concreto. Il datore di lavoro acquisisce infatti la facoltà di procedere con il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, conosciuto proprio come "licenziamento per superamento del periodo di comporto".

    Quali assenze sono escluse dal periodo di comporto?

    Non tutte le assenze per motivi di salute rientrano nel calcolo del periodo di comporto. Esistono specifiche tipologie di assenza che, per legge o per previsione contrattuale, ne sono escluse.

    Per sapere con certezza quali assenze non vengono conteggiate, è indispensabile fare riferimento a quanto previsto dal proprio Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, che elenca le casistiche di esclusione.

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