Il preavviso per una colf convivente licenziata è di 15 giorni di calendario fino a 5 anni di anzianità e di 30 giorni oltre 5 anni, per rapporti di almeno 25 ore settimanali. Se il datore non fa lavorare il preavviso, spetta un importo pari alla retribuzione dei giorni non lavorati, per i conviventi con anche la quota di vitto e alloggio. I giorni sono di calendario, quindi si contano anche sabato e domenica.
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Quanto preavviso spetta alla colf convivente licenziata?
Il preavviso è di 15 giorni di calendario fino a 5 anni di anzianità e di 30 giorni oltre 5 anni, se il contratto è pari o superiore a 25 ore settimanali. I giorni sono di calendario, quindi si contano sabato e domenica.
Ecco i termini previsti.
| Anzianità con lo stesso datore | Giorni di preavviso |
|---|---|
| Fino a 5 anni | 15 giorni di calendario |
| Oltre 5 anni | 30 giorni di calendario |
Se lavori meno di 25 ore a settimana, i termini sono diversi, 8 o 15 giorni in base all’anzianità, come indicato dalla stessa pagina dell’INPS citata.
Come si calcola l’indennità sostitutiva del preavviso?
Se il preavviso non viene lavorato, spetta un importo pari alla retribuzione corrispondente ai giorni di preavviso non goduti. Per chi è convivente si aggiunge anche la quota di vitto e alloggio per gli stessi giorni.
- L’importo è pari alla retribuzione del periodo di preavviso spettante.
- Per la convivenza si aggiungono le indennità di vitto e alloggio parametrate ai giorni di preavviso.
Cosa ti spetta alla fine del rapporto oltre al preavviso?
Al termine del rapporto spetta sempre il TFR. Nella base di calcolo rientrano retribuzione mensile, tredicesima e, per chi consuma due pasti al giorno e dorme in casa, anche la quota di vitto e alloggio. In busta paga vanno poi liquidati anche tredicesima e ferie maturate e non godute, come prassi di chiusura riportata dalle guide di categoria.
È possibile essere licenziati senza motivazione?
Nel lavoro domestico il datore può interrompere il rapporto anche senza indicare una giusta causa, purché rispetti il preavviso o paghi l’indennità sostitutiva. Questo principio è chiarito nelle guide di categoria sul licenziamento della badante.
Come si contano i giorni di preavviso?
I giorni sono di calendario. Si conteggiano anche sabati e domeniche fino all’ultimo giorno, come spiegato nelle guide di categoria.
Se usi un alloggio del datore con la tua famiglia, cambia il preavviso?
Sì. Se usufruisci con la tua famiglia di un alloggio del datore, il preavviso è di 30 giorni fino a un anno di anzianità e di 60 giorni oltre un anno. Questo caso riguarda chi ha una residenza indipendente messa a disposizione dal datore, situazione diversa dalla convivenza in una stanza nella casa dove si lavora.
Se sei tu a dimetterti, quanti giorni di preavviso devi dare?
I termini sono ridotti della metà rispetto al licenziamento. Lo indica l’INPS specificando che i termini di preavviso sono dimezzati in caso di dimissioni. Se il preavviso non viene rispettato, il datore può trattenere dalla liquidazione l’importo corrispondente ai giorni mancanti, come chiarito dalla stessa pagina dell’INPS.
Cosa succede in pratica
Immagina questo caso. Lavori come colf convivente a servizio intero, 54 ore settimanali, con 6 anni di anzianità. Il 10 marzo ricevi la lettera di licenziamento e il datore decide di non farti lavorare il preavviso.
- Il preavviso dovuto è di 30 giorni di calendario.
- Non essendo lavorato, ti spetta l’indennità pari alla retribuzione dei 30 giorni. Se la tua retribuzione mensile è 1.200 euro, l’indennità è di 1.200 euro, come prevede la regola che riconosce la retribuzione corrispondente al periodo di preavviso.
- Essendo convivente, all’indennità si aggiunge la quota di vitto e alloggio per 30 giorni.
- Oltre al preavviso, nella busta di chiusura riceverai TFR calcolato secondo la formula indicata dall’INPS che considera retribuzione, tredicesima e, per il convivente, vitto e alloggio.
- Puoi verificare che il datore abbia comunicato all’INPS la cessazione entro cinque giorni dall’ultimo giorno di lavoro.
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Fonti: INPS