Ricevere una comunicazione di licenziamento può generare incertezza e preoccupazione, soprattutto riguardo alle tempistiche e alle modalità con cui si concluderà il rapporto di lavoro. Se ti trovi in questa situazione, è fondamentale conoscere i tuoi diritti e sapere come funziona il periodo di preavviso. In questo articolo troverai informazioni chiare sulla durata del preavviso previsto dal datore di lavoro, su come viene calcolato e quali sono i tuoi diritti.
Per affrontare la situazione con la massima sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamento e rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
Il datore di lavoro è sempre obbligato a dare il preavviso?
No, l'obbligo di preavviso non esiste in ogni circostanza. La legge distingue principalmente due situazioni.
Il preavviso è dovuto quando il licenziamento avviene per:
- Giustificato motivo soggettivo, cioè a causa di un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore.
- Giustificato motivo oggettivo, legato a ragioni che riguardano l'attività produttiva, l'organizzazione del lavoro e il suo regolare funzionamento.
Il preavviso non è invece richiesto in caso di licenziamento per giusta causa, il cosiddetto licenziamento in tronco. Questa eventualità si verifica solo in presenza di una mancanza talmente grave da parte del dipendente da non consentire la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto di lavoro.
Inoltre, il preavviso non è previsto durante o al termine del periodo di prova.
Qual è la durata del preavviso di licenziamento?
La durata del preavviso non è fissa, ma viene stabilita dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro - CCNL.
Per questo motivo, la sua estensione varia in base a due fattori principali:
- Inquadramento contrattuale del dipendente, come operaio, impiegato, quadro o dirigente.
- Anzianità di servizio maturata presso la stessa azienda.
In linea generale, la durata media del preavviso può variare da un minimo di 15 giorni a un massimo di 90 giorni, ma per conoscere il numero esatto di giorni è indispensabile consultare il proprio CCNL di riferimento.
Come si calcola la decorrenza del preavviso?
Il periodo di preavviso inizia a decorrere dal momento in cui il lavoratore riceve la comunicazione di licenziamento.
La comunicazione deve avere forma scritta e può essere consegnata tramite:
- Raccomandata con ricevuta di ritorno.
- Posta Elettronica Certificata - PEC.
- Consegna a mano, controfirmata dal dipendente per ricevuta.
È importante sapere che alcuni CCNL prevedono regole specifiche sulla decorrenza. Spesso, infatti, stabiliscono che il preavviso non parta dal giorno esatto della comunicazione, ma dal 1° o dal 16° giorno del mese.
Cosa succede se il datore di lavoro non rispetta il preavviso?
Se il datore di lavoro decide di interrompere immediatamente il rapporto di lavoro, senza concedere il periodo di preavviso previsto dal CCNL, è tenuto a versare al dipendente un'indennità sostitutiva.
Questa indennità, chiamata "indennità di mancato preavviso", corrisponde all'importo della retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito se avesse continuato a lavorare durante quel periodo.
Il calcolo include tutti gli elementi continuativi della retribuzione, compresi i ratei di tredicesima e quattordicesima mensilità, se previste.
Malattia o ferie possono sospendere il preavviso?
Sì, in alcune circostanze il decorso del preavviso può essere sospeso o posticipato. Le regole precise dipendono sempre da quanto stabilito dal CCNL applicato.
Generalmente, gli eventi che possono sospendere il preavviso sono:
- Malattia.
- Infortunio.
- Ferie, se non preventivamente concordate tra le parti.
In questi casi, il conteggio dei giorni di preavviso si interrompe e riprende solo al termine dell'evento sospensivo.
Quando può licenziare un dipendente a tempo indeterminato?
Un datore di lavoro può licenziare un dipendente con contratto a tempo indeterminato solo se sussiste una motivazione valida, che rientri in una delle casistiche previste dalla legge.
Come abbiamo visto, si tratta principalmente di:
- Licenziamento per giusta causa, senza preavviso.
- Licenziamento per giustificato motivo soggettivo, con preavviso.
- Licenziamento per giustificato motivo oggettivo, con preavviso.
Le parti possono comunque raggiungere un accordo per modificare la durata del preavviso o per esonerare il dipendente dal lavoro, corrispondendo l'indennità sostitutiva.
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