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    Preavviso licenziamento ristorazione: guida ai giorni

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    Se stai pensando di concludere il tuo rapporto di lavoro nel settore della ristorazione, è fondamentale conoscere i termini di preavviso previsti dal tuo contratto. Una corretta gestione di questa fase ti permette di chiudere il rapporto in modo sereno e di evitare spiacevoli conseguenze economiche. In questa guida troverai le informazioni essenziali sui giorni di preavviso stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro - CCNL.

    Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di rapporti di lavoro nel settore della ristorazione.

    Qual è il preavviso per licenziamento e dimissioni nella ristorazione?

    Il periodo di preavviso è un obbligo sia per il datore di lavoro in caso di licenziamento, sia per il lavoratore in caso di dimissioni. La sua durata non è fissa, ma dipende da due fattori principali: il tuo livello di inquadramento e la tua anzianità di servizio presso la stessa azienda.

    I dati che seguono, basati sul CCNL di riferimento per il settore, si concentrano sui termini previsti per le dimissioni volontarie del lavoratore con contratto a tempo indeterminato.

    Ecco uno schema riassuntivo dei giorni di preavviso da rispettare:

    • Quadri e Livello 1: 60 giorni fino a 5 anni di anzianità, 90 giorni tra 5 e 10 anni, 120 giorni oltre i 10 anni.
    • Livello 2: 60 giorni fino a 5 anni di anzianità, 90 giorni tra 5 e 10 anni, 120 giorni oltre i 10 anni.
    • Livello 3: 30 giorni fino a 5 anni di anzianità, 45 giorni tra 5 e 10 anni, 60 giorni oltre i 10 anni.
    • Livello 4: 20 giorni fino a 5 anni di anzianità, 30 giorni tra 5 e 10 anni, 45 giorni oltre i 10 anni.
    • Livello 5, 6 e 7: 15 giorni fino a 5 anni di anzianità, 20 giorni tra 5 e 10 anni, 30 giorni oltre i 10 anni.

    Qual è il CCNL di riferimento per la ristorazione?

    Il contratto collettivo che disciplina il rapporto di lavoro nel settore della ristorazione, e che quindi stabilisce le regole per il preavviso, è il CCNL Turismo e Pubblici Esercizi.

    È in questo documento che sono definite le tabelle con i giorni di preavviso, i livelli di inquadramento e tutte le altre normative che regolano i diritti e i doveri di lavoratore e datore di lavoro.

    Come faccio a sapere quanti giorni di preavviso devo dare?

    Per sapere con esattezza quanti giorni di preavviso devi rispettare, devi controllare due informazioni presenti sulla tua busta paga:

    1. Il tuo livello di inquadramento - per esempio, Livello 4, Livello 5, ecc.
    2. La tua anzianità di servizio, ovvero da quanto tempo lavori per l'azienda.

    Una volta identificati questi due dati, puoi confrontarli con la tabella riportata nel capitolo precedente per trovare il numero di giorni corretto.

    Qual è la decorrenza del preavviso nel CCNL pubblici esercizi?

    Il calcolo dei giorni di preavviso non parte dal giorno esatto in cui comunichi le tue dimissioni.

    Secondo il CCNL di settore, il preavviso decorre dal primo o dal sedicesimo giorno di ciascun mese. Questo significa che se comunichi le dimissioni il 5 maggio, il conteggio dei giorni di preavviso inizierà dal 16 maggio. Se le comunichi il 20 maggio, il preavviso partirà dal 1° giugno.

    È obbligatorio dare i giorni di preavviso?

    Sì, il preavviso è un obbligo di legge previsto dal Codice Civile e regolamentato dal CCNL.

    L'obiettivo è quello di tutelare la parte che subisce la decisione di interrompere il rapporto, dandole il tempo necessario per riorganizzarsi: l'azienda per trovare un sostituto, il lavoratore per cercare un nuovo impiego.

    Le dimissioni, inoltre, devono essere formalizzate obbligatoriamente per via telematica attraverso il portale Cliclavoro del Ministero del Lavoro.

    Cosa succede se non si danno tutti i giorni di preavviso?

    Se il lavoratore non rispetta il periodo di preavviso previsto, il datore di lavoro ha il diritto di trattenere una somma a titolo di "indennità di mancato preavviso".

    Questo importo è pari alla retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore per i giorni di preavviso non lavorati. La trattenuta viene solitamente effettuata sull'ultima busta paga, andando a intaccare le competenze di fine rapporto come ferie non godute e TFR.

    L'azienda può rifiutare il preavviso?

    No, l'azienda non può rifiutare le dimissioni di un lavoratore. Le dimissioni sono un atto volontario e unilaterale.

    Tuttavia, il datore di lavoro può decidere, in accordo con il lavoratore, di rinunciare al periodo di preavviso. In questo caso, il rapporto di lavoro cessa immediatamente senza che l'azienda possa richiedere l'indennità sostitutiva.

    Cosa deve fare il lavoratore durante il periodo di preavviso?

    Durante il periodo di preavviso, il rapporto di lavoro continua a tutti gli effetti.

    Il lavoratore ha l'obbligo di presentarsi al lavoro e svolgere le proprie mansioni con la consueta diligenza e professionalità, fino all'ultimo giorno. Allo stesso modo, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere la normale retribuzione.

    Hai ancora dubbi sul preavviso nella ristorazione?

    Qualora avessi bisogno di valutare la tua situazione specifica o di capire come muoverti per tutelare al meglio i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di preavviso e cessazione del rapporto di lavoro nel settore della ristorazione.

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