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    Preavviso di licenziamento: quanti giorni e come funziona

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    Ricevere una comunicazione di licenziamento o, al contrario, decidere di interrompere il proprio rapporto di lavoro sono passaggi delicati della vita professionale di una persona. Per gestire questa fase nel modo corretto, è fondamentale conoscere le regole sul preavviso. In questo articolo vedremo insieme come funziona il preavviso di licenziamento, quanti giorni dura e quali sono le normative principali da tenere a mente.

    Per affrontare la situazione con la massima sicurezza ed evitare errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di rapporti di lavoro e procedure di licenziamento.

    Quanti giorni di preavviso sono previsti per un licenziamento?

    Non esiste una risposta unica a questa domanda, poiché la durata del preavviso non è fissa per tutti.

    Il numero esatto di giorni varia in modo significativo in base a una serie di fattori, tra cui:

    • il settore lavorativo di appartenenza;
    • il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato;
    • la qualifica del lavoratore - ad esempio operaio, impiegato, quadro o dirigente;
    • l’anzianità di servizio maturata in azienda.

    In generale, il periodo di preavviso può andare da un minimo di 15 giorni fino a diversi mesi per le figure con maggiore anzianità e responsabilità.

    Come funziona il periodo di preavviso?

    Il preavviso di licenziamento è il lasso di tempo che intercorre tra il momento in cui il licenziamento viene comunicato e la data in cui il rapporto di lavoro cessa definitivamente.

    Durante questo periodo, il rapporto prosegue normalmente: il dipendente è tenuto a svolgere le sue mansioni come di consueto e il datore di lavoro è tenuto a corrispondere la regolare retribuzione.

    Il preavviso è sempre obbligatorio in un contratto a tempo indeterminato?

    Sì, nei contratti di lavoro a tempo indeterminato il preavviso è obbligatorio sia in caso di licenziamento da parte dell'azienda, sia in caso di dimissioni da parte del lavoratore, fatte salve alcune eccezioni specifiche.

    Quando non è obbligatorio dare il preavviso?

    Esistono alcuni casi in cui la legge non prevede l'obbligo di rispettare un periodo di preavviso.

    I principali sono:

    • Licenziamento per giusta causa: si verifica quando il lavoratore commette una mancanza talmente grave da ledere in modo irrimediabile il rapporto di fiducia con l'azienda. In questa situazione, il licenziamento ha effetto immediato.
    • Contratti a tempo determinato: in questa tipologia di contratto, la data di fine del rapporto è già stabilita al momento della firma. Di conseguenza, salvo casi eccezionali previsti dal CCNL, non è necessario alcun preavviso.

    Cosa succede se il datore di lavoro rinuncia al preavviso?

    Un'azienda può decidere di interrompere il rapporto di lavoro con effetto immediato, senza quindi far lavorare il dipendente durante il periodo di preavviso che gli spetterebbe.

    In questo caso, il datore di lavoro è obbligato a versare al lavoratore la cosiddetta "indennità sostitutiva del preavviso". Si tratta di una somma di denaro che corrisponde esattamente alla retribuzione che il dipendente avrebbe percepito se avesse lavorato per l'intera durata del preavviso.

    Da quando iniziano a decorrere i giorni di preavviso?

    Il calcolo dei giorni non parte necessariamente dal momento esatto in cui si riceve la lettera. La decorrenza, ovvero la data di inizio del conteggio, può variare.

    Solitamente, il conteggio inizia dal giorno successivo alla ricezione della comunicazione. Tuttavia, alcuni CCNL, come quello del Commercio, stabiliscono che il preavviso debba decorrere dal 1° o dal 16° giorno del mese.

    Cosa succede se a licenziarsi è il lavoratore?

    Anche quando è il lavoratore a presentare le dimissioni, le regole sul preavviso sono molto simili.

    Se il dipendente non rispetta il periodo di preavviso previsto dal suo contratto, il datore di lavoro ha il diritto di applicare una "trattenuta per mancato preavviso". Questa trattenuta è una penale che viene decurtata direttamente dall'ultima busta paga del lavoratore.

    Come faccio a sapere con certezza quanti giorni di preavviso devo rispettare?

    Per conoscere il numero esatto di giorni di preavviso e le specifiche regole di decorrenza applicabili alla propria situazione, è fondamentale consultare il proprio Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

    Il CCNL di riferimento è solitamente indicato nel contratto di assunzione e può essere consultato sulle principali banche dati sindacali o sul portale ufficiale del CNEL. In caso di dubbi, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o a un consulente del lavoro.

    Hai dubbi sul preavviso di licenziamento?

    Qualora avessi bisogno di un parere per comprendere meglio la tua situazione specifica, il nostro consiglio è di compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di licenziamento e dimissioni.

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