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    Buonuscita licenziamento: come si calcola e quanto chiedere

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    Affrontare un licenziamento è un momento complesso, carico di incertezze sul futuro professionale ed economico. Se ti trovi in questa situazione, è probabile che tu stia valutando la possibilità di un accordo con l'azienda. In questo articolo vedremo insieme come orientarsi per calcolare una buonuscita equa e cosa considerare prima di accettare un'offerta.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere un quadro chiaro dei tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per una consulenza gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate al diritto del lavoro.

    Che differenza c'è tra TFR e buonuscita?

    Prima di entrare nel dettaglio del calcolo, è fondamentale chiarire una distinzione importante per evitare confusioni.

    Il Trattamento di Fine Rapporto - TFR - è una somma di denaro che spetta per legge a ogni lavoratore dipendente al termine del rapporto di lavoro, a prescindere dalla causa della sua interruzione. Si tratta di una retribuzione differita che matura nel tempo.

    La buonuscita, conosciuta anche come incentivo all'esodo, è invece una somma aggiuntiva che l'azienda può offrire al dipendente. Non è un obbligo di legge, ma il risultato di una negoziazione tra le parti che ha lo scopo di chiudere il rapporto di lavoro in modo consensuale, evitando possibili cause legali.

    Quante mensilità si possono chiedere per il licenziamento?

    Non esiste una risposta unica, perché l'importo è frutto di un accordo. Tuttavia, sulla base della prassi, l'ammontare di una buonuscita negoziata in caso di licenziamento varia solitamente in un intervallo compreso tra 3 e 27 mensilità della retribuzione lorda.

    Questo intervallo è molto ampio perché la cifra finale dipende da numerosi fattori, come vedremo nel prossimo paragrafo. L'obiettivo dell'accordo è trovare un punto d'incontro che soddisfi entrambe le parti e prevenga un contenzioso.

    Come si calcola la buonuscita in caso di licenziamento?

    A differenza del TFR, non esiste una formula matematica per calcolare la buonuscita. L'importo viene definito tramite una trattativa che tiene conto di diversi elementi chiave.

    I principali fattori che influenzano la negoziazione sono:

    • Anzianità di servizio: un lavoratore con una lunga carriera nella stessa azienda avrà, in genere, una maggiore forza contrattuale.
    • Dimensioni dell'azienda: le normative sulle tutele per i dipendenti cambiano significativamente se l'azienda ha più o meno di 15 dipendenti.
    • Rischio di una causa per licenziamento illegittimo: se ci sono dubbi sulla legittimità del licenziamento, l'azienda sarà più incline a offrire una somma maggiore per evitare i rischi e i costi di un processo.
    • Forza contrattuale delle parti: la capacità di negoziare, spesso con il supporto di un legale o di un sindacato, è determinante per raggiungere un accordo favorevole.

    Quante mensilità mi spettano per legge in caso di licenziamento?

    È importante ribadirlo: per legge, in caso di licenziamento, ti spetta sempre il TFR e le altre competenze di fine rapporto - come ferie e permessi non goduti.

    La buonuscita, invece, non "spetta" per legge. È una liberalità, un importo che viene concordato tra te e il datore di lavoro per risolvere la controversia in modo bonario. Un giudice potrebbe stabilire un'indennità risarcitoria solo al termine di una causa in cui venga accertata l'illegittimità del licenziamento.

    Perché l'azienda propone un accordo di buonuscita?

    Un datore di lavoro sceglie la via dell'accordo transattivo per diverse ragioni strategiche. Conoscere queste motivazioni può darti un vantaggio nella negoziazione.

    L'azienda offre una buonuscita principalmente per:

    • Evitare i rischi e i costi di una causa legale, il cui esito è sempre incerto.
    • Chiudere il rapporto di lavoro in modo rapido e definitivo, senza strascichi futuri.
    • Tutelare la propria reputazione e mantenere un clima aziendale sereno.
    • Garantire che i termini dell'accordo rimangano riservati.

    Inoltre, l'accettazione di un'offerta di buonuscita solitamente garantisce al lavoratore il diritto di accedere all'indennità di disoccupazione NASpI.

    Hai ancora dubbi su come negoziare la buonuscita per licenziamento?

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