Giusto.

    Quanto dura la naspi dopo 2 anni: calcolo e importo

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    Affrontare la perdita del lavoro è un momento complesso, pieno di incertezze sul futuro e sulla propria stabilità economica. Se ti trovi in questa situazione, è naturale che tu abbia molte domande sulla NASpI, l'indennità di disoccupazione. In questo articolo troverai risposte chiare e dirette su quanto dura, come si calcola e a quanto ammonta l'assegno dopo un periodo lavorativo di due anni.

    Per affrontare la situazione con sicurezza ed evitare errori che potrebbero compromettere la tua richiesta, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di indennità di disoccupazione e ammortizzatori sociali.

    Quanto dura la NASpI dopo 2 anni di lavoro?

    Dopo 2 anni di lavoro continuativo, che corrispondono a 104 settimane di contributi, la durata della NASpI è di 12 mesi, ovvero un anno.

    La regola generale, infatti, prevede che la durata dell'indennità sia pari alla metà delle settimane di contribuzione maturate negli ultimi quattro anni.

    È importante ricordare che la durata massima della NASpI non può in ogni caso superare i 24 mesi, anche a fronte di un periodo lavorativo continuativo di quattro anni.

    Come si calcola l'importo della NASpI?

    L'importo della NASpI viene calcolato sulla base della retribuzione imponibile media degli ultimi quattro anni.

    La regola di calcolo prevede che l'indennità sia pari al 75% di questa retribuzione media, a condizione che essa non superi una soglia definita annualmente dall'INPS - ad esempio 1.436,61 euro nel 2025.

    Se la retribuzione media supera tale soglia, all'importo del 75% si aggiunge il 25% della differenza tra la retribuzione stessa e la soglia di riferimento. In ogni caso, l'importo mensile non può superare un massimale, che per il 2025 era fissato a 1.562,82 euro.

    Quanto si prende di NASpI con uno stipendio di 1300 o 1500 euro?

    Per avere un'idea più concreta, facciamo due esempi pratici.

    Con uno stipendio medio di 1.300 euro, che è inferiore alla soglia di riferimento, l'importo della NASpI sarà pari al 75%, ovvero circa 975 euro lordi al mese per i primi mesi.

    Con uno stipendio di 1.500 euro, che supera la soglia, il calcolo è più articolato. L'indennità sarà superiore al 75% della soglia di riferimento, ma l'importo finale sarà comunque limitato dal massimale mensile previsto dalla legge.

    L'importo della NASpI rimane sempre lo stesso?

    No, l'importo dell'indennità non rimane costante per tutta la sua durata.

    È previsto un meccanismo di riduzione, chiamato anche décalage, secondo cui l'assegno diminuisce del 3% ogni mese.

    Questa riduzione scatta:

    • a partire dal sesto mese di fruizione per la generalità dei lavoratori;
    • a partire dall'ottavo mese di fruizione se il beneficiario ha compiuto 55 anni di età al momento della domanda.

    Quali sono i requisiti per accedere alla NASpI?

    Per avere diritto alla NASpI non è sufficiente aver lavorato, ma è necessario soddisfare specifici requisiti. I principali sono:

    • stato di disoccupazione involontario, derivante ad esempio da un licenziamento o dalla scadenza di un contratto a tempo determinato;
    • almeno 13 settimane di contribuzione accumulate nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione.

    Come si presenta la domanda per la disoccupazione?

    La domanda per ottenere la NASpI deve essere presentata esclusivamente in via telematica all'INPS.

    È fondamentale rispettare le scadenze: la richiesta va inoltrata entro il termine di 68 giorni, che decorrono dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

    Cosa succede quando finisce il periodo di NASpI?

    Una volta esaurito il periodo di erogazione della NASpI, il sussidio termina e non si ricevono più pagamenti. A quel punto, se non si è ancora trovata una nuova occupazione, è possibile verificare la sussistenza dei requisiti per accedere ad altre forme di sostegno al reddito, qualora previste dalla normativa vigente.

    È possibile prolungare la durata della NASpI?

    No, la durata della NASpI è stabilita dalla legge in base ai contributi versati e non può essere prolungata oltre il limite massimo calcolato al momento della domanda. Non esistono procedure per estenderne il periodo di fruizione.

    Come si verifica la durata residua della propria indennità?

    Per sapere per quanti altri giorni o mesi si ha diritto a ricevere la NASpI, è possibile consultare il proprio fascicolo previdenziale sul sito dell'INPS.

    Accedendo con le proprie credenziali - SPID, CIE o CNS - si possono visualizzare tutti i dettagli della prestazione, inclusa la data di fine e il numero di giorni rimanenti.

    I periodi di NASpI sono validi per la pensione?

    Sì, i periodi in cui si percepisce la NASpI sono coperti da contribuzione figurativa. Questo significa che sono utili sia per maturare il diritto alla pensione sia per il calcolo del suo importo, secondo le regole stabilite dalla normativa previdenziale.

    Chi percepisce l'invalidità può ricevere anche la disoccupazione?

    La compatibilità tra l'assegno ordinario di invalidità e la NASpI dipende da specifiche condizioni. In alcuni casi, il lavoratore può scegliere quale delle due prestazioni ricevere. Data la complessità della materia, è un aspetto che richiede una valutazione caso per caso.

    Hai bisogno di chiarezza sulla tua domanda di NASpI?

    Qualora avessi dubbi specifici sulla tua situazione o sui requisiti necessari, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di richiesta dell'indennità di disoccupazione.

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