Affrontare la depressione è una sfida complessa, che spesso coinvolge sia la sfera personale sia quella professionale. Se ti trovi in questa situazione, è fondamentale conoscere i tuoi diritti e le tutele previste dalla legge per gestire l'assenza dal lavoro senza preoccupazioni aggiuntive. In questo articolo troverai informazioni chiare su come viene gestita la malattia per depressione in ambito lavorativo, con un focus sulla durata massima dell'assenza e sulle regole della visita fiscale.
Per affrontare questa situazione con la giusta preparazione ed evitare errori, puoi compilare subito il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di diritto del lavoro e tutele del lavoratore.
Cosa succede se ci si mette in malattia per depressione?
La depressione è legalmente riconosciuta come una malattia che può impedire temporaneamente lo svolgimento dell'attività lavorativa. Quando un medico certifica questa condizione, si attiva un percorso di tutela per il lavoratore.
Il processo, in sintesi, prevede questi passaggi:
- Certificato medico: Il medico di base o uno specialista - come uno psichiatra - attesta la patologia e la necessità di un periodo di riposo, inviando telematicamente il certificato all'INPS.
- Indennità di malattia: Durante l'assenza, il lavoratore ha diritto a un'indennità economica erogata dall'INPS, che corrisponde al 50% della retribuzione media giornaliera fino al 20° giorno e al 66,66% dal 21° al 180° giorno.
- Conservazione del posto: Il lavoratore ha diritto a mantenere il proprio posto di lavoro per un periodo di tempo definito, chiamato periodo di comporto.
Quanti giorni di malattia si possono prendere per depressione?
Non esiste un numero di giorni specifico per la depressione, ma un limite massimo generale di assenza per malattia, noto come periodo di comporto.
Questo è il numero massimo di giorni di malattia accumulabili in un determinato arco di tempo - di solito l'anno solare - durante i quali il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro. La sua durata dipende dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - di riferimento e dall'anzianità di servizio del dipendente.
A titolo puramente indicativo, le durate più comuni sono:
- 3 mesi per lavoratori con anzianità di servizio inferiore a 10 anni.
- 6 mesi per lavoratori con anzianità di servizio superiore a 10 anni.
È essenziale verificare sempre cosa prevede il proprio CCNL, poiché le condizioni possono variare.
La malattia per depressione è soggetta a visita fiscale?
Sì, l'assenza dal lavoro per depressione è soggetta alle normali regole della visita fiscale.
Il lavoratore ha l'obbligo di essere reperibile presso il domicilio indicato nel certificato medico durante le fasce orarie previste dalla legge, per consentire eventuali controlli da parte del medico inviato dall'INPS.
Le fasce di reperibilità per i lavoratori del settore privato sono:
- dalle ore 10:00 alle ore 12:00
- dalle ore 17:00 alle ore 19:00
Questo obbligo vale per tutti i giorni della settimana, inclusi sabati, domeniche e festivi.
Si può uscire di casa quando si è in malattia per depressione?
Al di fuori delle fasce di reperibilità per la visita fiscale, il lavoratore può uscire di casa.
Tuttavia, è fondamentale che le attività svolte non siano in contrasto con la patologia diagnosticata e non pregiudichino una rapida guarigione. Ad esempio, una passeggiata all'aria aperta potrebbe essere considerata terapeutica, mentre attività faticose o ludiche potrebbero essere contestate dal datore di lavoro.
Chi soffre di depressione può essere licenziato?
Durante il periodo di malattia e finché non si è superato il periodo di comporto, il lavoratore non può essere licenziato per motivo della sua assenza.
Se, invece, il totale dei giorni di malattia supera il limite previsto dal CCNL, il datore di lavoro ha la facoltà di procedere con il licenziamento per superamento del periodo di comporto.
Lo psichiatra può rilasciare il certificato di malattia?
Sì, sia il medico di base sia uno specialista, come lo psichiatra, possono diagnosticare la sindrome depressiva e rilasciare il certificato di malattia telematico necessario per giustificare l'assenza dal lavoro e richiedere l'indennità all'INPS.
Se mi licenzio per depressione, ho diritto alla disoccupazione?
In caso di dimissioni volontarie, di norma non si ha diritto all'indennità di disoccupazione NASpI.
Tuttavia, se la depressione è causata da condizioni di lavoro insostenibili - ad esempio mobbing o demansionamento - che rendono impossibile la prosecuzione del rapporto, è possibile presentare le dimissioni per giusta causa.
In questo specifico caso, le dimissioni vengono equiparate a un licenziamento e il lavoratore ha pieno diritto a richiedere e ottenere la NASpI.
Hai dubbi sulla gestione della malattia per depressione?
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