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    Recesso ad nutum: cos'è, significato e quando si applica

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    Il mondo del diritto del lavoro può presentare termini complessi, e "recesso ad nutum" è senza dubbio uno di questi. Se ti sei imbattuto in questa espressione e vuoi capire cosa comporta, in questo articolo troverai una spiegazione chiara su cosa sia, quale sia il suo significato e in quali contesti possa essere applicato.

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    Cos'è il recesso ad nutum?

    Nel diritto del lavoro italiano, il recesso ad nutum rappresenta la facoltà del datore di lavoro di interrompere un rapporto a tempo indeterminato senza essere obbligato a fornire una motivazione o una giustificazione.

    Questa modalità costituisce un'eccezione alla regola generale, stabilita dalla Legge 604 del 1966, che impone la necessità di una causale specifica per il licenziamento, come la giusta causa o il giustificato motivo.

    Cosa significa recesso ad nutum in un contratto di lavoro?

    L'espressione latina "ad nutum" si traduce letteralmente "a un cenno", e descrive perfettamente la natura di questo atto: una decisione unilaterale che non richiede spiegazioni.

    Il riferimento normativo principale è l'articolo 2118 del Codice Civile, che disciplina la cosiddetta libera recedibilità. In pratica, significa che il datore di lavoro può licenziare il dipendente basandosi sulla propria volontà, a condizione che rispetti determinati obblighi formali.

    Quando si applica il recesso ad nutum?

    Il licenziamento libero non può essere applicato a tutti i lavoratori, ma solo a specifiche categorie di rapporti di lavoro per le quali la legge prevede questa eccezione. I casi principali includono:

    • Lavoratori domestici, come colf e badanti.
    • Lavoratori durante il periodo di prova.
    • Dirigenti, a meno che il contratto collettivo o individuale non preveda tutele diverse.
    • Lavoratori che hanno raggiunto l'età pensionabile, nello specifico ultra sessantenni in possesso dei requisiti per la pensione di vecchiaia.
    • Apprendisti, al termine del loro periodo formativo.
    • Atleti professionisti.

    Quali sono le condizioni da rispettare?

    Anche se non richiede una motivazione, il recesso ad nutum deve comunque rispettare due condizioni fondamentali per essere valido.

    La prima è la forma scritta. Il licenziamento deve sempre essere comunicato per iscritto al lavoratore.

    La seconda è il preavviso. Il datore di lavoro è tenuto a rispettare i termini di preavviso stabiliti dai contratti collettivi di riferimento. In caso di mancato preavviso, deve corrispondere al lavoratore la relativa indennità sostitutiva.

    Esistono dei limiti a questo tipo di licenziamento?

    Sì, esistono dei limiti importanti. Sebbene sia definito "libero", il recesso ad nutum non può mai essere esercitato in modo illecito.

    In particolare, il licenziamento è sempre nullo se risulta discriminatorio, ovvero basato su ragioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche o sindacali. Inoltre, non può essere contrario ai principi di correttezza e buona fede che devono sempre governare il rapporto tra le parti.

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