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    Referendum articolo 18: cos'è e cosa cambia

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    Se ti stai informando sui recenti referendum in materia di lavoro, in questa guida troverai un riepilogo chiaro e semplice dei punti chiave legati al quesito sull'articolo 18. Per affrontare la situazione con sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti e tutele previste dallo Statuto dei lavoratori.

    Che cos'è il referendum sull'articolo 18?

    Il referendum sull'articolo 18 fa parte di una serie di consultazioni sul lavoro che si sono tenute a giugno.

    L'obiettivo principale del quesito, promosso dalla CGIL, era quello di abrogare le norme introdotte con il Jobs Act che limitano il diritto alla reintegra nel posto di lavoro in caso di licenziamento giudicato illegittimo.

    Quale tutela esiste per i licenziamenti prima del Jobs Act?

    Per i lavoratori assunti in aziende con più di 15 dipendenti prima del 7 marzo 2015, si applica ancora la disciplina dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, seppur modificata dalla Legge Fornero del 2012.

    Questa normativa, nota come "tutela reale", prevede in specifici casi di licenziamento illegittimo l'obbligo per il datore di lavoro di reintegrare il dipendente nel suo posto di lavoro.

    Cosa è cambiato con il Jobs Act?

    Per tutti i lavoratori assunti a partire dal 7 marzo 2015, il Jobs Act - decreto legislativo 23/2015 - ha introdotto il contratto a tutele crescenti.

    Questa nuova disciplina ha di fatto cancellato l'obbligo di reintegro nella maggior parte dei casi di licenziamento illegittimo, sostituendolo con un indennizzo economico. L'importo di questo indennizzo viene calcolato in base all'anzianità di servizio del lavoratore.

    Qual era l'obiettivo dei promotori del referendum?

    L'intento dei promotori era abrogare la normativa del Jobs Act per estendere nuovamente la "tutela reale" a una platea più ampia di lavoratori.

    Se il referendum avesse avuto esito positivo, il diritto al reintegro nel posto di lavoro sarebbe stato esteso a:

    • tutti i lavoratori, a prescindere dalla data di assunzione;
    • tutti i lavoratori, indipendentemente dal numero di dipendenti dell'azienda.

    Per approfondire gli esiti ufficiali del voto è possibile fare riferimento al portale del Ministero dell'Interno, mentre i dettagli giuridici della proposta sono consultabili sul sito della CGIL.

    Hai ancora dubbi sul referendum articolo 18?

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