L’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori rappresenta una delle tutele più importanti per un dipendente in caso di licenziamento illegittimo, ma la sua applicazione dipende da fattori precisi, primo tra tutti la dimensione dell'azienda. Se ti trovi ad affrontare un'interruzione del rapporto di lavoro e vuoi capire se hai diritto alla reintegrazione, in questo articolo troverai una spiegazione chiara di cosa sono i requisiti dimensionali e di come vengono calcolati.
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Cosa prevede l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori?
L'articolo 18 della Legge 300/1970, conosciuta come Statuto dei Lavoratori, introduce la cosiddetta "tutela reale".
Questa forma di protezione prevede, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, il diritto del lavoratore a essere reintegrato nel proprio posto di lavoro, oltre al risarcimento del danno subito.
È importante sapere che questa tutela è stata modificata nel tempo, in particolare dalla Legge Fornero - L. 92/2012 - e dal Jobs Act - D.Lgs. 23/2015 - che ne hanno ridotto il campo di applicazione.
Cosa si intende per requisito dimensionale?
Il requisito dimensionale è la soglia numerica di dipendenti che un'azienda deve superare affinché si applichi la tutela prevista dall'articolo 18.
In altre parole, non tutte le aziende sono obbligate a reintegrare un lavoratore licenziato ingiustamente. La legge fissa dei limiti precisi basati sul numero di persone occupate.
La soglia scatta quando il datore di lavoro occupa più di 15 dipendenti in un'unica unità produttiva o nello stesso comune. Per le imprese agricole, questo limite si abbassa a più di 5 dipendenti.
Come si calcola il requisito dimensionale art. 18?
Il calcolo del numero di dipendenti è un punto cruciale per stabilire se si ha diritto alla tutela reale. Non basta un conteggio approssimativo, ma bisogna seguire criteri specifici.
Per prima cosa, si devono sommare tutti i dipendenti che lavorano nelle diverse sedi o articolazioni dell'azienda situate all'interno dello stesso comune. Queste vengono considerate come un'unica unità produttiva, a meno che il datore di lavoro non riesca a dimostrare la loro completa autonomia organizzativa e funzionale.
Nel computo complessivo devono essere inclusi:
- i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato;
- i soci lavoratori di cooperative;
- i lavoratori con contratto a tempo determinato, se la durata del loro contratto è superiore a sei mesi.
L'onere di dimostrare il superamento della soglia dimensionale spetta al lavoratore, che spesso può fare riferimento ai dati contenuti nel libro unico del lavoro.
Superati i 15 dipendenti cosa succede?
Una volta accertato che l'azienda supera la soglia dei 15 dipendenti - o 5 per il settore agricolo - nel comune di riferimento, si apre la possibilità di applicare la tutela reale dell'articolo 18.
Questo significa che, in caso di licenziamento dichiarato illegittimo dal giudice, il lavoratore ha diritto a essere reintegrato nel suo posto di lavoro.
Quali sono i requisiti dimensionali per il licenziamento collettivo?
La disciplina del licenziamento collettivo, regolata dalla Legge 223/1991, presenta un requisito dimensionale differente.
In questo caso, la soglia di oltre 15 dipendenti non viene calcolata sulla singola unità produttiva o sul singolo comune, ma si fa riferimento al numero totale di dipendenti dell'impresa nel suo complesso, a livello nazionale.
Hai dubbi sui requisiti dimensionali dell'art 18?
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