Giusto.

    Ricorso per restituzione NASpI: come fare e termini

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo

    Ricevere una richiesta di restituzione della NASpI dall'INPS può generare comprensibile preoccupazione. Si tratta di una situazione nota come indebito previdenziale, che si verifica quando l'istituto eroga somme non dovute e ne richiede la restituzione. In questo articolo vedremo insieme come funziona il ricorso amministrativo, quali sono le procedure da seguire e i termini da rispettare.

    Per affrontare questa procedura ed evitare errori che potrebbero compromettere l'esito del ricorso, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in ricorsi contro l'INPS per indebiti previdenziali.

    Quando l'INPS può chiedere la restituzione della NASpI?

    L'INPS richiede la restituzione della NASpI quando rileva di aver erogato somme in eccesso o non dovute. Questa situazione, definita "indebito previdenziale", non è rara e può dipendere da diverse cause.

    Le ragioni più comuni includono:

    • Un errore di calcolo da parte dell'INPS stesso.
    • La mancata o tardiva comunicazione da parte del beneficiario di variazioni che incidono sul diritto all'indennità, come l'inizio di una nuova attività lavorativa.
    • Il superamento dei limiti di reddito consentiti per chi percepisce la NASpI e svolge contemporaneamente un lavoro.
    • La perdita di uno dei requisiti necessari per beneficiare della prestazione.

    In questi casi, l'INPS invia una comunicazione formale con la richiesta di rimborso delle somme percepite indebitamente.

    Come si presenta il ricorso all'INPS per la NASpI?

    Se ritieni che la richiesta dell'INPS sia infondata, puoi presentare un ricorso amministrativo. La procedura può essere svolta autonomamente online oppure con il supporto di un patronato.

    Per presentare il ricorso in via telematica, è necessario seguire questi passaggi:

    • Accedere al portale INPS utilizzando le proprie credenziali SPID, CIE o CNS.
    • Entrare nella sezione dedicata ai "Ricorsi Amministrativi".
    • Compilare il modulo online indicando il numero di protocollo del provvedimento che si intende impugnare.
    • Esporre in modo chiaro e dettagliato i motivi per cui si ritiene che la richiesta di restituzione sia illegittima o errata.
    • Allegare tutti i documenti utili a sostenere la propria tesi, come contratti di lavoro, buste paga o comunicazioni precedenti.

    Il ricorso deve essere ben motivato, spiegando l'eventuale errore commesso dall'istituto o dimostrando l'insussistenza del debito contestato.

    Quali sono i termini per presentare il ricorso?

    Il termine per presentare il ricorso amministrativo è perentorio. Hai 90 giorni di tempo per agire.

    Questo periodo decorre dalla data in cui hai ricevuto la lettera di notifica con la richiesta di restituzione delle somme da parte dell'INPS. Rispettare questa scadenza è fondamentale, poiché un ricorso presentato oltre i termini verrà dichiarato irricevibile.

    Quanto tempo impiega l'INPS a rispondere al ricorso?

    I tempi di risposta dell'INPS a un ricorso amministrativo possono variare. La legge prevede dei termini specifici, generalmente entro 90 giorni, entro i quali l'organo competente dovrebbe pronunciarsi.

    Tuttavia, è possibile che le tempistiche si allunghino. Se l'INPS non fornisce una risposta entro i termini previsti, si configura il cosiddetto silenzio-rigetto, che equivale a una risposta negativa. A quel punto, si aprono altre strade per tutelare i propri diritti.

    Cosa succede se l'INPS respinge il ricorso?

    Se il ricorso amministrativo viene respinto, in modo esplicito o tramite silenzio-rigetto, non tutto è perduto. L'alternativa è procedere con un ricorso giudiziale.

    Questa azione legale va intrapresa davanti al Tribunale del Lavoro competente e richiede necessariamente l'assistenza di un avvocato. Il giudice valuterà nel merito la questione e stabilirà se la richiesta dell'INPS sia legittima o meno.

    Quanto può costare un ricorso all'INPS?

    Il costo di un ricorso varia a seconda della strada intrapresa.

    Il ricorso amministrativo, se presentato in autonomia tramite il portale INPS o attraverso un patronato, è gratuito. Se invece si sceglie di farsi assistere da un avvocato fin da questa fase, si dovrà sostenere il costo del suo onorario.

    Il ricorso giudiziale, invece, comporta sempre dei costi legali, a cui si può aggiungere il versamento del contributo unificato per l'iscrizione a ruolo della causa, salvo i casi di esenzione previsti per chi ha redditi bassi.

    Hai bisogno di supporto per il ricorso sulla restituzione della NASpI?

    Qualora desiderassi un parere sulla tua situazione specifica o volessi essere assistito nella procedura, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di indebiti NASpI e ricorsi amministrativi.

    Parla con un avvocato

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo