Interrompere un rapporto di lavoro durante il periodo di maternità può generare dubbi, soprattutto riguardo al diritto all'indennità di disoccupazione. Se ti trovi in questa situazione, è fondamentale conoscere le tutele previste dalla legge. In questo articolo, troverai le informazioni necessarie per capire quando la risoluzione consensuale ti permette di accedere alla NASpI.
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Quando spetta la NASpI in caso di risoluzione consensuale in maternità?
In linea generale, la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non dà diritto all'indennità di disoccupazione, poiché non si tratta di una perdita involontaria del posto di lavoro.
Esiste però un'eccezione importante a tutela della lavoratrice madre. La NASpI spetta anche in caso di risoluzione consensuale, a condizione che l'accordo venga raggiunto in una "sede protetta", ovvero presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL.
In questo specifico contesto, la legge equipara la risoluzione consensuale a un licenziamento, riconoscendo così alla lavoratrice il pieno diritto a richiedere l'indennità.
Quali sono le condizioni per ottenere la NASpI?
Per accedere all'indennità di disoccupazione dopo una risoluzione consensuale in maternità, è necessario che siano rispettate tutte le seguenti condizioni:
- Periodo tutelato: L'accordo di risoluzione deve avvenire durante il periodo protetto, che va dall'inizio della gravidanza - 300 giorni prima della data presunta del parto - fino al compimento del primo anno di vita del bambino.
- Convalida obbligatoria: L'accordo deve essere necessariamente convalidato dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro. Non è possibile utilizzare la procedura online prevista per le dimissioni volontarie sul portale INPS.
- Requisiti contributivi: Devi possedere almeno 13 settimane di contribuzione accumulate nei quattro anni che precedono la fine del rapporto di lavoro. Inoltre, sono richieste 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti, senza contare il periodo di maternità obbligatoria.
Come si presenta la domanda?
La procedura per richiedere la NASpI in questo caso si articola in due passaggi fondamentali.
Il primo passo è la convalida presso l'ITL. Dovrai contattare l'Ispettorato Territoriale del Lavoro della tua provincia per fissare un appuntamento e formalizzare l'atto di risoluzione consensuale.
Una volta ottenuto il verbale di convalida, puoi presentare la domanda di NASpI all'INPS. Hai 68 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per farlo. La domanda si invia online, attraverso il portale INPS, accedendo con le tue credenziali SPID, CNS o CIE.
Esistono altri casi in cui la risoluzione consensuale dà diritto alla NASpI?
Sì, la legge prevede altre situazioni in cui un accordo di risoluzione consensuale viene assimilato a un licenziamento involontario, garantendo l'accesso alla NASpI. I casi principali sono:
- Mancato accordo in procedura di conciliazione: Riguarda i lavoratori soggetti all'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Se l'azienda avvia una procedura di licenziamento per giustificato motivo oggettivo e le parti trovano un accordo di risoluzione consensuale durante il tentativo di conciliazione preventiva.
- Rifiuto di trasferimento: Se il datore di lavoro propone un trasferimento del dipendente a una sede che dista più di 50 km dalla sua residenza, o che richiede più di 80 minuti di viaggio con i mezzi pubblici, e il lavoratore rifiuta, risolvendo consensualmente il rapporto.
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